Un tentativo di orientare il dialogo sull’Intelligenza artificiale non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello umano, educativo e culturale: chi siamo, chi decide, chi forma l’intelligenza nell’era dell’IA. Questo è l’obiettivo di “Esplorare, discutere e plasmare un futuro bello, sostenibile e inclusivo”, l’XI Settimana delle culture digitali “Antonio Ruberti”, online su piattaforma zoom dal 4 al 9 maggio. L’evento si propone come laboratorio di confronto tra istituzioni, scuola, università, cultura e sistema produttivo per riflettere insieme sull’alleanza tra umano e artificiale, sulla costruzione di un futuro sostenibile e inclusivo e come momento scientifico e culturale di passaggio verso il Congresso nazionale DiCultHer del prossimo ottobre, che avrà come tema l’Intelligenza culturale nell’era dell’AI, la cui call è aperta sino al 30 agosto.
“La XI Settimana delle culture digitali non è una semplice rassegna di incontri, ma un vero e proprio laboratorio nazionale di cittadinanza digitale, in cui scuola, istituzioni, università e territori sono chiamati a interrogarsi su una domanda fondamentale: chi forma l’intelligenza nell’era dell’Intelligenza artificiale?” afferma Carmine Marinucci presidente di DiCultHer. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è racchiuso nei verbi coltivare, educare e umanizzare, che richiamano la responsabilità culturale di orientare la trasformazione digitale per costruire un futuro sostenibile: non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di costruzione di senso, dall’educazione all’AI alla cittadinanza digitale, dal lavoro al benessere culturale.