È una presenza costante nelle nostre giornate, accompagna quasi ogni decisione e ogni gesto della vita quotidiana. Lo sperimentiamo in azioni apparentemente banali, come quando al bar ordiniamo un caffè invece di un tè, oppure quando decidiamo cosa mangiare o bere. Ma il piacere si manifesta anche in situazioni più difficili da spiegare razionalmente, come quando ci sentiamo improvvisamente attratti da una persona senza riuscire a comprenderne davvero il motivo. È proprio di fronte a un semplice “mi piace” o a un “mi piaci” che spesso ci scopriamo incapaci di fornire una spiegazione logica e razionale. A fare luce su questi meccanismi è Gene Wallenstein, neuroscienziato di fama internazionale, nel libro “L’Istinto primordiale del piacere” (Dedalo)