Recensioni

La scienza dietro lo sport business di Michael Payne

Copertina del libro Lo sport è business Il business è sport
di Alessandro Frandi

In un'epoca in cui i grandi eventi sportivi sembrano colossi inamovibili dell'economia globale, è facile dimenticare che i Giochi olimpici hanno rischiato concretamente l’estinzione. Se oggi possiamo attendere le cerimonie di chiusura di Milano-Cortina 2026, lo si deve in gran parte a strategie di marketing e gestione della crisi che hanno trasformato un’istituzione sull’orlo del baratro in un modello di business planetario. È questo il fulcro di "Lo sport è business. Il business è sport", ultimo saggio-memoir di Michael Payne, edito in Italia da Apogeo 

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Michael Payne, per oltre vent'anni a capo del marketing del Comitato olimpico internazionale (Cio), nel volume "Lo sport è business. Il business è sport" (Apogeo), non si limita a raccontare aneddoti, ma seziona i meccanismi che hanno permesso al movimento olimpico di sopravvivere ai decenni più bui del secolo scorso. Tra gli anni Settanta e Ottanta, i Giochi erano considerati un "evento indesiderato": flagellati dal terrorismo (Monaco 1972), dai boicottaggi politici (Mosca 1980 e Los Angeles 1984) e, soprattutto, da un modello economico insostenibile che portava le nazioni ospitanti alla bancarotta. 

L'autore analizza come la nascita del programma Top (The Olympic Partner) abbia rappresentato una rivoluzione copernicana. Attraverso questa strategia, Payne e i suoi mentori - pionieri come Horst Dassler e Mark McCormack - hanno codificato un nuovo linguaggio del marketing sportivo, trasformando il Cio in un partner globale in grado di attrarre investimenti massicci e stabili. Il libro brilla particolarmente per la sua capacità di affrontare con onestà intellettuale le "zone d'ombra": Payne non è indulgente nel descrivere i fallimenti e le crisi, come il disastro organizzativo di Atlanta 1996 o la “tragedia greca” di Atene 2004, dove la miopia politica ha vanificato candidature inizialmente eccellenti. Un intero capitolo è dedicato alla gestione dello scandalo corruzione di Salt Lake City 2002, offrendo una lezione magistrale su come la presidenza di José Antonio Samaranch sia riuscita a trasformare una crisi reputazionale devastante in un’occasione di rinascita e trasparenza istituzionale. 

Dalla narrazione emerge una figura di manager-scienziato della comunicazione, capace di ideare campagne iconiche come "Celebrate humanity" per Sydney 2000, ma anche di navigare le complessità della Formula1 al fianco di Bernie Ecclestone. Nonostante la natura autobiografica, il testo si configura come un vero e proprio manuale per chiunque ricopra ruoli decisionali. Payne condensa decenni di esperienza in un’efficace appendice conclusiva, che riassume le lezioni apprese in termini di negoziazione, gestione degli stakeholder e visione strategica. Il valore dell'opera risiede nella sua analisi della resilienza organizzativa. Payne dimostra che il successo dello sport non è solo frutto di performance atletiche, ma di una complessa ingegneria di business che deve saper bilanciare etica, politica ed economia. Una lettura essenziale non solo per gli appassionati, ma per chiunque voglia comprendere come si costruisce e si mantiene un brand di portata universale in un mondo in costante cambiamento. 

Titolo: Lo sport è business il business è sport 
Categoria: Saggi 
Autore: Michael Payne 
Editore: Apogeo 
Pagine: 385 
Prezzo: 25,00 euro