informatica, reti

Copertina del libro Perché le macchine imparano
Recensioni
Alessandro Frandi

Nel luglio del 1958, il New York Times annunciava la nascita di un "computer elettronico che si prevede sarà in grado di camminare, parlare, vedere, scrivere, riprodurre sé stesso ed essere consapevole della propria esistenza". Quell'annuncio, intriso di un’iperbole che oggi definiremmo imbarazzante, riguardava il Perceptron di Frank Rosenblatt. Il saggio “Perché le macchine imparano” (Apogeo) di Anil Ananthaswamy parte da questo momento storico per smontare il misticismo dell'Intelligenza Artificiale e rivelare l'elegante architettura matematica che permette oggi a sistemi come i Large Language Models (Llm) di funzionare 

telematica
Opportunità
Marina Landolfi

Ci si può candidare sino al 14 settembre alla selezione della Rete telematica italiana dell’istruzione e della ricerca per dieci borse di studio sui temi dell’innovazione e delle infrastrutture digitali, riservate a giovani laureati