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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 1 - 28 gen 2015
ISSN 2037-4801

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Uno scrittore scettico a confronto con i miracoli

Uno scrittore scettico a confronto con i miracoli

Un reportage da Lourdes, affidato a uno scrittore tetraplegico e ateo. Una misteriosa signora propone l’idea alla sorella dell'autore che, inopinatamente, l’accoglie, spinto dal suo editore e da una zia cattolica che lo accompagnerà. Il risultato è quello prevedibile. Lorenzo Amurri dispensa continue e severe critiche, in particolare al sistema di trasporto e assistenza fornito dall’Unitalsi ai malati: “Per essere un’associazione che si occupa di pellegrinaggi da centodieci anni, sembra affidata alla divina provvidenza”, “Quello che mi lascia senza parole e mi fa anche preoccupare è la totale assenza di sicurezza”, “Il treno è appena partito, e già tentano di sfilare trentadue euro dalle tasche dei pellegrini”, “Uscire dal Santuario equivale a entrare a Disneyland”. Si sbilancia poi in paragoni con le sue pregresse esperienze di musicista giramondo e dedito all’uso di sostanze psicotrope: “somiglia molto a quei viaggi di gruppo che facevo con i miei amici verso mete di concerti”, “ostie frutto di farina inquinata dagli sclerozi della segale cornuta, il principio base dell’LSD”, “posso dire di non aver alcun dubbio: è decisamente meglio essere drogati”. Demolisce dalle fondamenta questi viaggi della speranza: “Uno stucchevole autocompiacersi carico di bontà […] fraternità cristiana, condivisione, carità, speranza e felicità”.

L’esito del reportage è però deludente proprio sul piano dal quale ci si attenderebbe di più, quello narrativo. Lo stile è indeciso tra la vivacità del parlato e la circonlocuzione letteraria: “Ho una chiavetta che genera una linea wifi”, “il suo iPad non prende la linea per navigare”, “Ti va di spiegarmi meglio come sei organizzata riguardo all’assistenza?”, “Dopo qualche battuta per rompere il ghiaccio gli chiedo di raccontarmi a cosa è dovuta la sua condizione”, “mi piacerebbe andare in Grecia e visitare le sue splendide isole”. Anche qualche tentativo sarcastico non appare molto riuscito: “La mia fede nei colori della mia squadra è completa come la sua nella Madonna”, “ho fatto un’overdose di orazioni e preghiere”. Le emozioni sono trasmesse dal racconto, in modo prevedibile e moralistico. “Se avessi un braccio e una mano perfettamente funzionanti potrei fare tantissime cose”, “Durante la messa ci diamo la mano in segno di pace, dopo, con quelle stesse mani siamo capaci di uccidere per un tozzo di pane”.

Le righe più originali sono quelle in cui Amurri descrive l’impatto della sua presenza e quelle nelle quali stempera lo scetticismo nel rispetto: “Anch’io nel momento dell’immersione nell’acqua devo ammettere di aver avuto una flebile luce di speranza accesa dentro”. In particolare, lo scrittore riconosce alla Chiesa un rigoroso metodo 'scientifico’ di selezione dei presunti miracoli: “i sette criteri d’esclusione definiti dal cardinale Lambertini alla fine del Seicento per considerare una guarigione miracolosa sono molto razionali e duri da superare”.

M.F.

titolo: Perch non lo portate a Lourdes?
categoria: Narrativa
autore/i: Amurri Lorenzo
editore: Fandango
pagine: 203
prezzo: € 15.00