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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 17 - 26 nov 2014
ISSN 2037-4801

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Riflessioni sulla lingua italiana

Riflessioni sulla lingua italiana

Il 'Laboratorio dell’Ispf’, rivista dell’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno (Ispf) del Cnr pubblica on line i contributi dei seminari 2014 dell’'Osservatorio sui saperi umanistici’.

“Da alcuni anni si stanno diffondendo corsi di laurea con diversi insegnamenti – e talvolta tutti – tenuti in inglese da docenti italiani”, osserva Dario Generali in 'Anglofonia globale’, che sottolinea come ciò non risolva il problema della scarsa conoscenza delle lingue straniere da parte degli studenti italiani e, per di più, dequalifica l’insegnamento delle discipline non linguistiche. “Rinunciare all’uso dell’italiano nelle nostre scuole […] è un primo passo verso la marginalizzazione della nostra lingua e della nostra cultura a favore di una subalternità intellettuale verso quelle che una volta venivano definite le lingue d’oltralpe”.

A ciò va aggiunta la problematica dei docenti di lingue straniere “mediocri e talvolta pessimi”. La lingua madre insomma non va trascurata ed è inaccettabile che “otto o nove studenti su dieci non sappiano stendere la propria tesi di laurea in un italiano accettabile”. Basterebbe, secondo Generali, impegnarsi in una “riqualificazione effettiva dell’insegnamento”.

Il saggio di Andrea Battistini 'La lingua italiana sotto assedio’ propone una riflessione storica intorno all’identità linguistica italiana, denunciando i rischi del suo impoverimento, causato dal prestigio attribuito all’inglese, che però, in realtà, “non ha valore denotativo, non vuole designare il prodotto per quello che è, ma vuole connotarlo nobilitandolo proprio con l’opacità del termine straniero”. L’autore riprende le parole di Italo Calvino, per il quale l’italiano aveva molte potenzialità: “Lingua agile, ricca, liberamente costruttiva, robustamente centrata sui verbi, dotata di una varia gamma di ritmi nella frase”, ma che “scomparirà dalla carta linguistica d’Europa come uno strumento inservibile”, se non si fermerà il dilagare dell’“antilingua”.

Domenico Fiormonte nell’articolo 'Digital Humanities from a Global Perspective’, tratta il tema delle Digital Humanities (Dh), un campo di ricerca ancora non formalmente riconosciuto in ambito accademico, ma in espansione. Le Dh nascono dall’unione di discipline umanistiche e informatiche. Fiormonte  le affronta analizzandole criticamente da un punto di vista geolinguistico, descrivendo le iniziative a esse legate.

Alessia Bulla

titolo: Laboratorio dellIspf
categoria: Multimediale
autore/i: David Armando, Pica Ciamarra Leonardo , Sanna Manuela
editore: Ispf-Cnr