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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 11 giu 2014
ISSN 2037-4801

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Democrazia 2.0: pro e contro

Democrazia 2.0: pro e contro

La Rete può essere il futuro strumento della partecipazione democratica e della gestione della cosa pubblica o è solo un’utopia moderna cavalcata da alcuni leader? È quanto si chiede il libro 'Critica della democrazia digitale’ di Fabio Chiusi, edito da Codice Edizioni.

Da anni si susseguono i tentativi per rendere la rete la base di una vera e propria partecipazione civile, in un panorama contraddittorio ma ricco di potenzialità. “Il digitale è, secondo questa visione di rinnovamento della politica, un facilitatore per l’autogoverno degli individui. Come non bisogna rigettare questa visione”, spiega l’autore, “non serve nemmeno diventare tecno-entusiasti: i fatti dicono che attraverso il digitale la partecipazione in molti casi non cresce, la deliberazione zoppica, l’impalcatura tecnologica spesso è solo una versione cool della tradizionale propaganda di partito”.

Nel saggio si affrontano dunque alcuni dei molti aspetti del rapporto tra rivoluzione informatica e democrazia, a partire dalla domanda delle domande: se, cioè, questa democrazia 2.0 sia davvero necessaria. “Qualora la democrazia digitale diretta aumentasse la partecipazione, è ragionevole pensare di votare in media una volta al giorno per ogni legge in discussione?”, sottolinea l’autore. Si rischia insomma nel medio periodo un’apatia elettorale maggiore di quella attuale.

Ma le problematiche sono anche altre. Come il rischio della scomparsa della funzione mediatrice dei partiti, il pericolo della scomparsa della privacy, le difficoltà tecnologiche e la scomparsa del senso civico della partecipazione, appiattito in un semplice 'Mi piace’ digitale. Eppure le opportunità scaturite dai new media non mancano. “La Rete consente di sfruttare l’intelligenza collettiva per sviluppare proposte di legge da portare in Parlamento, come del resto avviene in alcune parti del mondo”, afferma Chiusi. Il più clamoroso quello dell’Islanda, arrivata ad un passo dall’approvazione della prima Costituzione crowdsourcing, espressa dal basso, ma bocciata durante l’approvazione parlamentare.

Solo uno studio sistematico e scientifico potrà fare luce sulla possibilità di ibridare la democrazia con il digitale. Soprattutto dal punto di vista tecnico. “La principale raccomandazione degli studiosi è quella di curare soprattutto gli aspetti pratici”, prosegue l’autore. “Per verificare che sia una realtà possibile non resta che moltiplicare gli esperimenti, meglio ancora se in stretta connessione con lo specifico contesto in cui si inseriscono”.

Filippo Flamini

titolo: Critica della democrazia digitale
categoria: Saggi
autore/i: Chiusi Fabio
editore: Codice
pagine: 184
prezzo: € 11.90