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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 15 mag 2013
ISSN 2037-4801

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Internet, meno chiacchiere più dati

Internet, meno chiacchiere più dati

L'ultimo libro di Gianni Riotta 'Il web rende liberi?' (Einaudi) potrebbe inaugurare una nuova fase nelle analisi su Internet: senza tecnofobie né entusiasmi eccessivi, attenta alle enormi potenzialità di questa rivoluzione ma anche allo stretto collegamento con il passato.

Internet, nota Riotta, è considerato "di volta in volta idolo del XXI secolo Vitello d'Oro che tutto corrompe o tavola della Legge". Commentatori come Nicholas Carr e padre Antonio Spadaro, David Weinberger e Cass Sunstein, Jaron Lanier, gli attribuiscono "ogni bene e ogni male del nostro tempo".

Si rileva un 'estremismo' di pro e contro che non aiuta a comprendere il fenomeno. Può invece essere di aiuto la storia: all'abolizione del bollo sulla stampa, i riformisti britannici erano certi che la classe operaia si sarebbe riversata a comprare giornali di dibattito politico, "scoprendo invece con delusione che si affollava a comprare i nuovi fogli di intrattenimento". Dalla Gran Bretagna del XIX secolo alla Primavera araba, "frettolosamente classificata dalla stampa internazionale come un 'frutto dei social network'", l'interpretazione corre spesso più veloce della realtà senza avere dati precisi in proposito.

I dati dicono ovviamente che crescita culturale ed economica, nella società dell'informazione, siano legate indissolubilmente. Il Censis calcola nel 62,1 la percentuale degli italiani online, più del doppio rispetto al 27,8 del 2002. Se in India e in Cina l'economia della Rete, come quella generale, cresce a un tasso per noi inarrivabile, in Italia i dati di Digital advisory group e Akamai sono confortanti: 700.000 posti creati, 1,8% in più di quelli perduti, anche se in Francia sono 2,4. Il 3,4% del Prodotto interno lordo del G8 viene attribuito dal rapporto McKinsey a Internet, che crea 2,6 posti di lavoro per ognuno che si perde. E su un campione di 4.800 piccole e medie imprese a livello internazionale, la crescita legata al web dal 2000 a oggi risulta doppia di quella del decennio precedente, così come quella dei marchi che progettano e producono con sistemi 2.0 rispetto ai concorrenti che usano un modello tradizionale.

Marco Ferrazzoli

titolo: Il web rende liberi?
categoria: Saggi
autore/i: Riotta Gianni
editore: Einaudi
pagine: 153
prezzo: € 18.00