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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 17 ott 2012
ISSN 2037-4801

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La malattia tra autobiografia e fantasia

La malattia tra autobiografia e fantasia

Lo "scarto esistente tra parola e pensiero" è la chiave dell'autobiografico 'Tre storie', scritto da Jean Paulhan durante la Grande guerra. L'autore, critico e linguista, direttore della 'Nouvelle Revue Française' dal 1925, si ritrova spesso "preoccupato circa le parole, l'espressione e i continui malintesi cui essa si presta".

Nel primo racconto, 'Il guerriero diligente', il diciottenne Jacques Maast affronta con convinzione l'esperienza al fronte, ma l'essere attore e al tempo stesso testimone degli orrori della guerra fa crescere nel giovane soldato sensazioni e concetti controversi.

Jacques, protagonista de 'La severa guarigione', affronta la malattia inseguendo il pensiero: "è sorprendente sia rimasto uguale a com'era, mentre il mio corpo mutava a tal punto" osserva. La febbre delirante lo porta a leggere su muri e tappezzerie storie che si trasformano in 'scritte utili'. La ripresa è accompagnata dalla stanchezza e da "quel senso di novità, senza il quale non continuerebbe a scegliere di vivere". Sensazioni che l'uomo non rivela a Juliette, la donna che gli è accanto: "Il mio pensiero aveva rinunciato a ogni rapporto regolare con i pensieri altrui".

Il difficile passaggio dall'infanzia all'adolescenza è rappresentato da 'Lalie', protagonista dell'omonimo racconto, una ragazzina che ama rifugiarsi in un mondo fantastico, abitato da fate fanciulle, dame-di-pozzo e 'cocchegru', un posto sicuro per sfuggire alla crescita. Il testo è composto come un puzzle di tasselli brevi e rapidi, in apparente discontinuità, rappresentativi del mondo onirico di Lalie.

Alessandra Pedranghelu

titolo: Tre storie
categoria: Narrativa
autore/i: Paulhan Jean
editore: Barbs
pagine: 150
prezzo: € 14.00