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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 12 - 4 dic 2019
ISSN 2037-4801

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La caduta dell'Impero romano? Colpa del clima
Saggi

La caduta dell'Impero romano? Colpa del clima

Jared Diamond, in “Armi acciaio e malattie” e nel più recente volume “Crisi. Come rinascono le nazioni”, analizza la storia di nazioni tra cui il Cile di Pinochet, la Finlandia in guerra con l'Urss e gli Usa della recentissima crisi considerando anche aspetti più politici, quali la capacità di gestire le crisi, di instaurare un dialogo con le opposizioni o di conservare la memoria storica. La crisi degli “imperi”, secondo Diamond, segue fasi analoghe a quelle della vita di una persona: periodiche fratture latenti vengono amplificate dai moderni mezzi di comunicazione e portano all'instaurarsi di nuovi equilibri dopo violenti periodi di transizione.

L'approccio de “Il Destino di Roma”, dello storico Kyle Harper invece legge l'origine, lo sviluppo e la decadenza dell'antica Roma alla luce delle condizioni climatiche, che hanno influenzato la produzione del cibo e della microbiologia, soffermandosi sulle pestilenze che hanno imperversato in tutto l'Impero nel corso dei secoli. Un clima stabile e favorevole rende possibile una proficua coltivazione agricola, la maggiore quantità di cibo disponibile facilita un costante sviluppo demografico, una migliore condizione economica favorisce il progresso delle arti, delle scienze e tecnologico. Non ultimo, migliora anche la potenza dell'esercito e consente di condurre sforzi bellici con successo. Quanto alla microbiologia e all'insorgere di pestilenze, è evidente quanto incidano negativamente: falcidiano la popolazione, deprimono l'economia e gli avanzamenti tecnico-scientifici. 

L'antica Roma, spiega l'autore, ha goduto secoli di “optimum climatico” con un'eccezionale insolazione, fino a tutto il III secolo. Ciò ha reso possibile una coltivazione capillare, una buona disponibilità di cibo e uno sviluppo demografico in costante crescita, tanto che la popolazione complessiva, nel periodo della massima estensione territoriale romana, superò numericamente quella dell'Impero cinese. Le pestilenze iniziano a imperversare a partire dal II secolo, nel IV secolo iniziano oscillazioni climatiche e nel V secolo il clima si guasta irreversibilmente. È proprio questo fattore a provocare grandi migrazioni, le cosiddette invasioni barbariche, che spingono popoli in fuga da territori ormai aridi nel tentativo di fuggire carestia e miseria e che metteranno in crisi l'Impero romano d'Occidente fino alla sua definitiva caduta.

Luigi Tallarico

titolo: Il destino di Roma. Clima, epidemie e la fine di un impero
categoria: Saggi
autore/i: Harper Kyle
editore: Einaudi
pagine: 520
prezzo: € 34.00

  

  

titolo: Crisi. Come rinascono le nazioni
categoria: Saggi
autore/i: Diamond Jared
editore: Einaudi
pagine: 488
prezzo: € 30.00