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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 1 ago 2018
ISSN 2037-4801

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Quanto è difficile educare<br />
Saggi

Quanto è difficile educare

L'educazione al tempo della società globalizzata e multiculturale. Questo l'input di ricerca sviluppato nel volume curato da Roberto Serpieri e Anna Lisa Tota, 'Quali culture per altre educazioni possibili?', che raccoglie gli atti del convegno promosso nell'ottobre 2016 a Napoli dalle sezioni dell'Associazione italiana di sociologia (Ais) 'Processi e istituzioni culturali' e 'Sociologia dell'educazione'. Il libro propone alcune prospettive di indagine sul mondo dell'educazione. Sullo sfondo, la costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole da sostenere attraverso strategie formative adeguate, come rileva la presidente Ais Enrica Amaturo: “Obiettivo del volume è dunque una rilettura dei processi di diversificazione, dispersione ma anche di proliferazione di culture educative altre che sia utile a valorizzarne la crescente pluralizzazione in diversi luoghi e in altre educazioni possibili”.

Il libro si apre con il contributo di Alessandro Cavalli (L'educazione politica nella scuola italiana: una proposta per rimediare alla sua assenza), incentrato sull'analfabetismo etico-politico che si riscontra tra gli studenti italiani e sul modello elaborato da Dewey di una “pedagogia della controversia” come prassi di confronto democratico. Al tema della cittadinanza partecipativa è dedicato il capitolo di Franca Faccioli (Public engagement e civic agency: percorsi di educazione alla cittadinanza), che evidenzia le difficoltà delle istituzioni educative al riguardo.

Alla dimensione immaginaria dell'educazione è dedicato il saggio di Paolo Jedlowski (Immaginazione utopica ed educazione al possibile), cui fa seguito il contributo sulle sfide educative complesse firmato da Andrea M. Maccarini (Il problema dell'eccesso e l'educazione come 'Weltbeziehung': le sfide della società morfogenetica). Mario Morcellini (Periferie che si sentono centro. C'è un'emergenza giovani, e dobbiamo studiarla), pone in primo piano il deficit di rappresentatività sociale che i giovani scontano sia nel mondo mediale, sia nel campo della ricerca sociale.

La cultura del digitale analizzata da Stamatia Portanova e Tiziana Terranova (Cervello sociale, apprendimento ed economia dell'attenzione nella cultura digitale), incide attivamente sulle modalità di narrazione mediale, comprese quelle filmiche studiate da Luca Queirolo Palmas (Scrivere e fare sociologia con le immagini. La prospettiva delle etnografie filmiche). Prende così forma l'idea di uno spazio educativo informale e alternativo, che Roberto Serpieri propone riflettendo sulla differenziazione e sulla proliferazione dei luoghi dell'educazione (Eterotopie, Esclusioni ed Epidemie. Gli Im-possibili dell'Educazione nel Capitalismo Bio-Cognitivo). Chiude il volume lo studio-caso proposto da Anna Lisa Tota, 'Educare alla libertà'? Uno studio etnografico in una scuola steineriana del Nord Italia, secondo cui il metodo Steiner "si pone come una risposta possibile ad alcuni degli interrogativi affrontati in questo volume”.

Andrea Lombardinilo

titolo: Quali culture per altre educazioni possibili?
categoria: Saggi
autore/i: Serpieri Roberto, Tota Anna Lisa
editore: Franco Angeli
pagine: 170