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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 11 apr 2018
ISSN 2037-4801

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L'ecologia non è una catastrofe
Saggi

L'ecologia non è una catastrofe

Nel mondo del cinema il catastrofismo è un genere molto battuto: ci attrae la visione di pericoli incombenti, calamità, conseguenze disastrose, di città distrutte e lande desolate. Quello che affascina e spaventa assieme è l'idea che l'uomo sia una minaccia per se stesso: dal 'Pianeta delle scimmie' ai dinosauri ribelli di 'Jurassic Park', tante pellicole hanno mostrato sullo schermo le conseguenze dell'arroganza della nostra specie, pronta a giocare con la natura con troppa leggerezza, artefice della propria rovina.

Anche il mondo ambientalista ha spesso abbracciato il racconto catastrofista, senza indicare un'alternativa al terrore per le cose che potrebbero avvenire: questa l'analisi di 'Ecologia del desiderio', il nuovo libro del giornalista e blogger Antonio Cianciullo edito da Aboca. Per l'autore, che vuole spiegare come “curare il pianeta senza rinunce”, il continuo allarme per un pericolo sempre più imminente ha finito per anestetizzare il pubblico; di fronte all'inesorabilità del problema si preferisce distogliere l'attenzione, tollerando e in un certo senso avallando le stesse tendenze che quel problema hanno creato.

Bisogna iniziare a diffondere un nuovo messaggio, sostiene Cianciullo: l'applicazione di metodologie ecologiche non ci costringerà a privarci del benessere raggiunto grazie a modelli di produzione risalenti a due secoli fa e ormai antiquati. L'economia circolare, a cui l'autore dedica ampio spazio, deve sostituire l'economia lineare non soltanto perché più rispettosa delle risorse su cui si basa, ma soprattutto perché più conveniente per l'intero sistema produttivo: “Secondo le stime della Commissione Europea, per ogni euro investito in ricerca e innovazione nel settore della bioeconomia entro il 2025 si potranno ottenere dieci euro di fatturato”. Il cambiamento è già in atto, ed è possibile coglierne i segnali, con uno sviluppo virtuoso in cui l'aumento del Pil non determini il parallelo aumento di emissioni di CO2.

Perché, allora, i messaggi provenienti da fonti autorevoli quali la conferenza sul clima di Parigi del 2015 o persino Papa Francesco, nuovo campione dell'ambientalismo mondiale, vengono sminuiti, distorti o ignorati? Perché, ci ricorda Cianciullo, esiste un'economia basata sull'utilizzo delle risorse fossili, su sistemi produttivi superati e su consumi anti-salutari che oppone resistenza a questo cambiamento. Gli ecologisti, se vogliono vincere questa sfida in fretta, devono cambiare approccio nel loro racconto: “La nuova economia ha bisogno di un immaginario popolare: make it sexy, make it simple, make it personal”. Solo diffondendo la corretta informazione attraverso un messaggio positivo i sostenitori del cambiamento potranno scrivere il lieto fine del loro racconto.

Diego Vaggi

titolo: Ecologia del desiderio
categoria: Saggi
autore/i: Cianciullo Antonio
editore: Aboca
pagine: 197
prezzo: € 15.00