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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 3 ago 2017
ISSN 2037-4801

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La prova digitale in Europa
Multimediale

La prova digitale in Europa

L'uso sempre più diffuso delle tecnologie digitali nella vita quotidiana delle persone pervade anche le attività illecite, spesso oltre i confini nazionali, e ha fatto emergere nuovi problemi in relazione alla prova digitale, cioè “qualsiasi dato risultante dall'output di un dispositivo analogico e/o digitale che abbia valore probatorio e che sia stato generato da, elaborato da, memorizzato su o trasmesso da, qualsivoglia dispositivo elettronico”. Dagli studi su questo tema complesso e interdisciplinare, a fronte della sempre maggiore importanza assunta dalle prove digitali, emergono la mancanza di un quadro giuridico e tecnologico europeo comune, la scarsa fiducia fra i principali soggetti coinvolti e considerevoli lacune nella preparazione di chi esamina validità e ammissibilità di una prova digitale.

Di questi temi si occupa il numero monografico della rivista 'Informatica e diritto' curato da Maria Angela Biasiotti, Fabrizio Turchi e Mattia Epifani, che nasce dalle attività svolte dai curatori per il progetto Evidence (European Data Informatics Exchange Framework for Courts and Evidence), finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Settimo programma quadro. Maria Angela Biasiotti dell'Istituto di teoria e tecniche dell'informazione giuridica (Ittig) del Cnr di Firenze ha coordinato il progetto Evidence ed è tra l'altro docente presso l'Università di Pisa. Anche Fabrizio Turchi svolge all'Ittig-Cnr attività di ricerca sulla rappresentazione e diffusione in Internet di documenti giuridici e sui software per il dominio giuridico. Mattia Epifani si occupa di informatica forense e sicurezza informatica per Reality Net System Solutions ed è relatore presso università italiane e straniere.

“È ormai maturata la convinzione che sia necessario realizzare un quadro comune europeo in materia di trattamento e scambio della prova digitale per contrastare efficacemente il crimine, sempre più transnazionale, sia esso di matrice terroristica o di matrice informatica”, si legge nel volume. “Tutti gli attori a livello europeo, come Eurojust, Europol, la Commissione europea, i magistrati e le forze di polizia sembrano ormai convinti che sia di vitale interesse realizzare lo scambio delle prove in materia penale. Ovviamente, trattandosi di informazioni di un certo tipo va assicurata in modo specifico la c.d. 'catena di custodia', l'integrità e l'autenticità tanto della richiesta quanto della risposta che a fronte di tale richiesta arriverà. Ancora una volta l'ostacolo cui fare fronte, insieme alla realizzazione dello strumento informatico che consentirà lo scambio è, e rimane, la mancanza di 'fiducia'. Tutto ruota intorno alla capacità di realizzare e dotarsi di strumenti, operativi, politici, regolamentari e tecnologici che siano in grado di alimentare e far crescere questo semplice, ma fondamentale, concetto relazionale. Anche in Italia il clima ci sembra maturo. I molti incontri avuti con gli addetti ai lavori, spesso a porte chiuse, e i molti contributi raccolti in questo volume ci fanno ben sperare”.

Ezio Alessio Gensini

titolo: Informatica e diritto
categoria: Multimediale
autore/i: Biasiotti Maria Angela, Turchi Fabrizio , Epifani Mattia (a cura di)
editore: Edizioni scientifiche italiane
pagine: 448