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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 3 ago 2017
ISSN 2037-4801

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A lezione di diritto penale
Saggi

A lezione di diritto penale

Cosa punire e perché? È questa la domanda fondamentale che Giovanni Fiandaca, docente di Diritto penale all'Università di Palermo, si pone in 'Prima lezione di diritto penale', un volume rivolto ai non specialisti che “si propone di favorire una presa di contatto con la materia dei delitti e delle pene meno superficiale ed emotiva di quella che prevale nelle discussioni e nelle rappresentazioni mediatiche correnti”.

La legislazione penale degli ultimi decenni è sovraccarica: violazioni di scarsa dannosità prevedono sanzioni penali che ci si aspetterebbe riservate a fatti gravi. “Un sistema penale ipertrofico si delegittima da sé in quanto, se il legislatore eleva a delitto anche molte violazioni che non lo meriterebbero, si svilisce il senso stesso della parola 'reato' e una punizione che interviene anche se non strettamente necessaria finisce col non essere più presa sul serio”.

Fiandaca indica alcune direzioni verso le quali indirizzare l'impegno scientifico in materia penale: evitare di considerare la pena come principale e ineluttabile 'dimensione di senso', approcciandosi ad essa con atteggiamento critico; indagare le ragioni che determinano una sempre più frequente strumentalizzazione politica e comunicativa del diritto penale.

Diverse pagine sono dedicate ai principi e applicazioni della 'restorative justice', la giustizia riparativa teorizzata negli anni Ottanta in Nord America e diffusasi anche in Europa negli ultimi decenni. Si tratta di un approccio alternativo ai fatti criminosi, incentrato sull'idea di 'riparazione', e più attento alle aspettative della vittima. Se la giustizia punitiva mira all'espiazione della pena “infliggendo al reo sanzioni che implicano a loro volta sofferenza”, la giustizia riparativa “si avvale di strumenti di natura extrapunitiva che danno voce alla vittima e instaurano un dialogo tra quest'ultima e l'autore del reato”. Una posizione che “dà spazio ai sentimenti e alle emozioni, in particolare a quelli delle vittime, cui viene assegnato un ruolo protagonistico”.

L'ultima parte del saggio indaga l'ambito di ricerca che studia i rapporti tra neuroscienza e giustizia penale: quanto la conoscenza sempre più approfondita del nostro apparato neurologico e cognitivo potrebbe rivoluzionare le categorie fondamentali dello stesso diritto penale (pena, capacità di intendere e di volere, ecc.)? Una prospettiva affascinante, secondo Fiandaca, che non può prescindere da un'integrazione tra competenze giudiziarie e sapere scientifico e da un dialogo tra i due ambiti che sia il più possibile aperto e scevro da pregiudizi.

L'esperto conclude con un'indicazione per il futuro: “come professori dovremmo far sentire la nostra voce fuori dai recinti accademici, in modo da orientare più di quanto accade oggi le scelte politiche in materia di delitti e pene”.

Eleonora Di Benedetto

titolo: Prima lezione di diritto penale
categoria: Saggi
autore/i: Findaca Giovanni
editore: Laterza
pagine: 194
prezzo: € 14.00