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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 16 - 9 set 2020
ISSN 2037-4801

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“Jaic”, una rivista tra Intelligenza artificiale e coscienza
Multimediale

“Jaic”, una rivista tra Intelligenza artificiale e coscienza

Sull'Intelligenza artificiale (Ai) si è già studiato e detto molto, ma c'è un ambito di grande interesse per gli studiosi che riguarda le possibili relazioni con la coscienza, ancora poco esplorato e con poche sedi editoriali o congressuali dove scambiarsi idee e contributi scientifici. Il Journal of Artificial Intelligence and Consciousness (Jaic) è una nuova rivista specialistica pensata proprio per raccogliere e mettere a fuoco contributi scientifici di AI, robotica e sistemi artificiali, informatica, psicologia, filosofia della mente, etica e neuroscienze. “Jaic” si propone come piattaforma multidisciplinare, un'opportunità di studio, approfondimento e confronto per chi opera in questi settori in ambito accademico, scientifico e di ricerca. La rivista annovera nel comitato editoriale quasi 60 studiose e studiosi internazionali. Il fondatore ed editor-in-chief è Antonio Chella, professore ordinario di robotica all'Università degli Studi di Palermo e associato di ricerca all'Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni del Cnr.

“Il dibattito su Ai e coscienza oggi è molto vivo e vitale e il punto cruciale riguarda il problema se la coscienza possa essere 'implementata' su un computer o su un robot oppure se sia qualcosa che sfugge ai modelli computazionali, di pertinenza esclusiva del mondo della biologia. Secondo questa linea di pensiero soltanto un essere vivente può essere cosciente e quindi un robot, per quanto sofisticato, non lo sarà mai. Ma la questione riguarda anche il ruolo della corporeità: un essere incorporeo come un computer può essere cosciente, oppure è necessario avere un corpo con dei sensori quali le telecamere per vedere e degli attuatori come braccia e gambe per potersi muovere, toccare? In tal caso, un robot potrebbe essere cosciente mentre un computer non potrà mai esserlo?”, osserva dice Chella.

Ma le questioni aperte e le ricerche che trovano spazio nelle pagine del Journal of Artificial Intelligence and Consciousness sono ancora tante, ad esempio il ruolo dell'ambiente esterno: la coscienza risiede esclusivamente nel cervello oppure è relativa anche a ciò che ci circonda? E,nel secondo caso, il cervello umano manterrebbe la capacità di essere cosciente senza un corpo e un ambiente esterno? Un'altra questione insidiosa riguarda la percezione del robot: può provare “realmente” un sentimento come un dolore o una gioia, oppure potrà soltanto “fingere” automaticamente? E noi, riusciremmo ad accorgerci se un robot è “veramente” cosciente o se si limita a “imitare” il fatto di provare qualcosa?

“I modelli biologici possono ispirare quelli computazionali alla base del funzionamento dei robot: che la coscienza sia legata all'esperienza integrata, all'attenzione, alla memoria di lavoro sono tutte suggestioni che provengono dalla biologia”, continua Chella. “A sua volta, lo studio della bioingegneria e della bioinformatica sta dando un notevole aiuto alla comprensione dei processi biologici e delle neuroscienze alla base della coscienza. Oggi abbiamo accesso a tanti dati del cervello, provenienti da risonanza magnetica, Tac, elettroencefalogramma e l'Ai aiuta a trovare modelli computazionali in grado di spiegare questi dati e, auspicabilmente, predirne di nuovi. La grande iniziativa europea legata allo Human Brain Project, pur criticata e che aveva originariamente lo scopo di replicare in maniera minuziosa il cervello umano mediante una modellazione dei singoli neuroni, ha dato un grande impulso a questi studi”.

Gli obiettivi della rivista soddisfano dunque sia gli interessi della comunità di Ai, più interessata al funzionamento di algoritmi e robot, sia quelli degli studiosi più interessati ai principi generali della coscienza. Gli articoli riguardano in modo particolare: la replicazione di alcuni aspetti della coscienza biologica nei robot e nei sistemi di AI mediante gli approcci più moderni, come le reti neurali profonde (Deep Neural Network), l'apprendimento automatico, la rappresentazione della conoscenza, i sistemi anticipatori, la robotica cognitiva e sociale, biomimetica e dello sviluppo e la vita artificiale, l'AI simbolica e subsimbolica, epigenetica e affettiva; le tecniche di Ai e robotica come supporto allo studio della coscienza biologica negli esseri umani e negli animali; la discussione relativa ai problemi etici legati all'Ai, alla coscienza e alle loro relazioni. La rivista mira a fungere da aggregatore per la ricerca europea e internazionale e a contribuire alla crescita di una comunità scientifica legata a tali tematiche. Per quel che riguarda la pubblicazione e l'accesso agli articoli si può scegliere di pubblicare gratuitamente, in tal caso la fruizione dell'articolo è gratuita per gli abbonati e a pagamento per gli altri; oppure si può scegliere la modalità open-access (che prevede una fee per la pubblicazione) e quindi di rendere il testo disponibile gratuitamente a tutti. L'abbonamento per biblioteche universitarie e centri di ricerca costa 350 dollari l'anno nella versione a stampa + digitale. È possibile acquistare i singoli articoli non pubblicati in modalità open-access.

Il primo numero si può scaricare gratuitamente per tutto il 2020 dal sito https://www.worldscientific.com/worldscinet/jaic

Annalisa Castiglione

titolo: Journal of Artificial Intelligence and Consciousness
categoria: Multimediale
autore/i: Chella Antonio
editore: