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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 1 - 9 gen 2019
ISSN 2037-4801

Editoriale

Dal passato al futuro, tra speranze e timori

Dicevamo, nello scorso numero dell'Almanacco della scienza di dicembre 2018, che ogni fine anno diventa un momento di apertura al futuro, tra speranze e timori, così come l'inizio di anno nuovo ci porta a guardarci indietro, a fare bilanci e tirare somme, divisi tra sentimenti altrettanto ambivalenti. Difficile dire quali siano le notizie scientifiche, le scoperte, le innovazioni più importanti del 2018, anche se in diversi hanno provato a elencarle. Time, per esempio, ha selezionato la tuta di Iron Man brevettata da Richard Browning e già disponibile al modico prezzo di 440 mila dollari, ma anche un farmaco contro il mal di testa e una salsiccia vegana prodotta da un'azienda californiana. Tra i circa seimila ricercatori più citati (ma il periodo monitorato è il 2006-2016, anche se i dati sono stati diffusi a fine anno da Clarivate Analytics), dei quali quasi la metà statunitensi e appena un centinaio italiani, compaiono invece diversi colleghi Cnr dei quali andiamo ovviamente orgogliosi.

Science non ha dubbi: la palma d'oro del 2018 va al cosiddetto 'film della vita' in alta definizione, cioè alle tecniche grazie a cui possiamo capire come una singola cellula cresce fino a formare tessuti complessi e organi animali. Molto letto su Science, poi, l'articolo italiano sulla scoperta di un lago di acqua salata subglaciale su Marte, anch'esso con contributo di ricercatori Cnr. Per quanto riguarda avventure spaziali e astrofisica, quello da poco concluso è stato un anno ricchissimo, ma quello appena aperto promette di esserlo ancora di più: abbiamo appena iniziato con l'arrivo di una sonda cinese su “The dark side of the Moon”, per dirla con i Pink Floyd, e ci apprestiamo a celebrare il cinquantennio dal primo allunaggio, dal celeberrimo “piccolo passo per un uomo” e “gigantesco balzo per l'umanità” di Neil Armstrong, ma anche dalla non meno mozzafiato prima foto della Terra vista dallo spazio, scattata dall'Apollo 8.

Per tornare con i piedi per terra, e più ancora nell'acqua del mare, c'è un'altra protagonista indiscussa dell'anno scorso, ancorché in negativo: la plastica, soprattutto quella di dimensione micro e nano. Da Greenpeace, che ne ha trovata persino in Antartide, al Wwf che ha diffuso dati disastrosi sul Mediterraneo, dove costituisce il 95% dei rifiuti presenti, questo materiale è ormai il simbolo dell'inquinamento e della mancanza di rispetto per l'ambiente e per il Pianeta, assieme ai cumuli e ai roghi di rifiuti delle cronache nazionali. Forse soltanto i cambiamenti climatici sono oggetto di una sensibilità altrettanto diffusa: nel 2018 sono stati soprattutto la Cop 24 di Katowice e i richiami di Bergoglio a tenerla desta nell'attenzione pubblica. Il 2019, dopo che il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha ricordato come gli ultimi quattro anni siano stati i più caldi della storia, sembra procedere nella stessa direzione: “Fermiamo l'apocalisse”, titola per esempio L'Espresso elencando i 467 effetti potenziali del climate change.

L'allarme climatico ambientale resta insomma uno dei principali motivi di incertezza per il nostro futuro immediato e a lungo termine. Proprio alcune delle vicende più significative del 2018, dal crollo del Ponte Morandi a Genova alla più recente tragedia della discoteca di Corinaldo, ci ricordano a loro modo quanto sia essenziale la cura dell'ambiente in cui viviamo, naturale e artificiale. Per terminare con i bilanci scientifici, non possiamo ovviamente dimenticare due notizie sconvolgenti di genetica giunte dalla Cina: la clonazione di due femmine di macaco a inizio anno e il controverso annuncio della modifica del Dna di due gemelline, che ha sollevato enormi polemiche e, pare, la non benevola attenzione delle autorità di Pechino.

Concludiamo però con un personaggio italiano ma universale, spingendoci indietro nel passato di ben mezzo millennio e guardando al 2019 nel quale il suo anniversario sarà celebrato in molti modi e in tutto il mondo: Leonardo da Vinci. A lui abbiamo dedicato il Focus monografico di questo primo numero dell'anno dell'Almanacco della Scienza, usandolo anche come spunto per riflettere sul tema delle scoperte e delle invenzioni, della filiera che parte dalla ricerca di base, passa per l'innovazione tecnologica e talvolta diventa applicazione concreta. Un percorso complesso e un intreccio affascinante, come leggerete. Ancora auguri a tutti.

Marco Ferrazzoli