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CNR: Alamanacco della Scienza

N. 8 - 1 ago 2018
ISSN 2037-4801

Editoriale

Questo è il nostro corpo

Sulle reti della Rai va in onda da qualche settimana una serie che è divenuta l'ultimo 'cult' del genere noto come 'medical drama': 'The good doctor'. È la storia, in forma di fiction, di un giovanissimo medico autistico, un 'savant', cioè una persona che unisce eccezionali doti di diagnosta e chirurgo a una totale incapacità relazionale nel rapporto con pazienti e colleghi e in quello privato. Il serial è ideato dallo staff che ha creato il fortunatissimo e piuttosto simile 'Dr. House'.

È un'ennesima conferma del successo che possono ottenere presso il grande pubblico alcuni temi scientifici, se molto romanzati, presentati cioè con una forte capacità narrativa. A settembre, sempre sulla Rai, vedremo anche 'Illuminate', quattro docu-fiction che tra le altre racconteranno le vite di Rita Levi Montalcini e Margherita Hack. Nei nuovi palinsesti troveranno poi posto, tra gli altri, programmi di divulgazione e sull'ambiente con Licia Colò e Mario Tozzi.

Ma il successo del 'buon dottore' di Rai Uno è anche la conferma di come la salute, in particolare, sia sempre oggetto di grande interesse mediatico e comunicativo: non solo curiamo la nostra ma ci piace sapere di quella altrui. Vogliamo capire e sapere come stanno i corpi, sia dentro, sia fuori. La morte di Sergio Marchionne, con il suo contorno planetario di voci e polemiche, ne è stata una recente, eclatante quanto eccezionale dimostrazione. Anche alcune forme espressive che usano metaforicamente il concetto e il termine di corpo - con abbinamenti e in ambiti molto vari, dalla giustizia alla politica, dall'astrofisica all'enologia - rendono bene la rilevanza che esso riveste per noi.

L'importanza che attribuiamo al nostro fisico è però meno ovvia di quanto possa sembrare. Certo, la tensione verso la longevità, l'integrità e la migliore forma è un elemento innato, fa parte del nostro corredo genetico e dell'adattamento evolutivo. In parallelo, il corpo è sempre stato al centro della costruzione di archetipi fondamentali, di una complessa elaborazione religiosa e metafisica: dal rito dell'eucaristia cristiana ai “rois thaumaturgues” studiati da Marc Bloch, dalla storia dell'arte all'iconoclastia sostenuta in epoca bizantina e nella cultura islamica.

Da qualche tempo, però, le maggiori e spesso rivoluzionarie conoscenze medico-scientifiche hanno mutato la nostra idea di corpo e persino quella, strettamente connessa alla prima, di coscienza. Le neuroscienze per esempio, in particolare dopo l'introduzione dell'imaging, hanno invaso l'ambito un tempo riservato a morale e psicologia: gran parte di ciò che chiamavamo 'sentimento', 'emozione' o addirittura 'anima', oggi è traducibile in termini chimico-fisici, di impulsi elettrici e dinamiche neurali. Ricerca e innovazione tecnologica ci hanno messo a disposizione tanti e tali mezzi per comprendere come siamo fatti e per 'funzionare' sempre al meglio che, talvolta, tendiamo a esasperare tale obiettivo. Si pensi ai disturbi del comportamento alimentare e alla vigoressia oppure, specularmente, alla violenza e al dileggio con cui spesso è trattato chi non risponde ai canoni estetici e somatici imperanti.

Come rapportarci al corpo, nostro e altrui, in maniera corretta ed equilibrata? Possono senz'altro essere evitati gli eccessi salutistici e le ascesi estreme, se si assume una sufficiente dose di equilibrio e buon senso. L'ammirazione per chi mostra un fisico particolarmente bello e performante non dovrebbe essere esagerata, così come si dovrebbe curare il proprio aspetto esteriore per essere piacevoli, senza diventare dipendenti da cosmetici e interventi chirurgici. Si dovrebbe anche considerare come il ruolo del corpo per un personaggio pubblico, dello spettacolo in primis ma non esclusivamente, possa in qualche misura giustificare certi atteggiamenti che, a livello di massa, divengono semplicemente moda.

Marco Ferrazzoli