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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 11 mar 2020
ISSN 2037-4801

Focus - Infodemia Covid-19  

Informatica

E-learning: tecnologia ma anche competenze

“Per tutta la comunità scolastica si è aperta una fase molto impegnativa. Per i docenti, per tutto il personale scolastico, per gli studenti che sono il cuore della nostra attività e, naturalmente, per le famiglie”. Sono le parole che la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha postato su Facebook subito dopo la chiusura delle scuole a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19.

Per non interrompere completamente l'attività, molti istituti scolastici si sono organizzati per proseguire le lezioni con la didattica a distanza: dai compiti via email alle lezioni su skype, fino all'uso delle piattaforme online messe a disposizione dal Ministero dell'istruzione. “In questa situazione di emergenza, i docenti abituati a pratiche didattiche supportate dalle tecnologie sono certamente facilitati nell'organizzare situazioni di apprendimento per i propri alunni che non sono fisicamente in classe, senza grandi sconvolgimenti a livello didattico e organizzativo”, dice Vincenza Benigno dell'Istituto per le tecnologie didattiche (Itd) del Cnr di Genova. Ma non possiamo chiamare questa metodologia "scuola a distanza".

"Strutturare un percorso alternativo alla scuola tradizionale è sicuramente più complesso, le attività vanno pensate e progettate a lungo termine”. Lo dimostra l'esperienza del Cnr-Itd con il progetto Tris (Tecnologie di rete per l'inclusione socio-educativa) che, in collaborazione con Fondazione Tim e Associazione nazionale presidi (Anp), ha sperimentato la cosiddetta “classe ibrida inclusiva” per studenti impossibilitati a frequentare la scuola per motivi di salute. “La classe ibrida, che fa un uso dinamico di risorse cloud mediate da metodologie didattiche attive e inclusive, consente a studenti costretti a casa di poter essere giornalmente presenti in classe assieme ai propri compagni, garantendo loro, oltre al diritto allo studio, il diritto alla 'relazione' e alla socialità”, spiega Benigno. “Obiettivo della classe ibrida inclusiva è fare in modo che lo studente non fruisca passivamente delle lezioni da casa ma si senta come se stesse in classe e, parimenti, la classe lo percepisca come parte di essa, come uno qualsiasi degli altri compagni presenti, realizzando così una piena inclusione socio-educativa”.

Il progetto Tris ha coinvolto sette scuole delle regioni Campania, Lazio e Sardegna, con cinque studenti non frequentanti, 150 loro compagni di classe e 112 docenti. “È ovvio che la sola adozione di tecnologie non sarebbe stata sufficiente per creare un ambiente didattico inclusivo e partecipativo per gli studenti a distanza”, prosegue la ricercatrice del Cnr-Itd. “I docenti sono stati costretti a ripensare profondamente il loro agire didattico che, per molti di loro, ha proprio determinato l'adozione di un paradigma educativo e didattico differente, anche grazie e soprattutto al supporto di un processo formativo che li ha sostenuti durante tutto il tempo della sperimentazione”.

Nonostante la consapevolezza dei tanti ostacoli di diversa natura, tutti i docenti vanno comunque incoraggiati, sostenuti a pensare, progettare e sperimentare situazioni di apprendimento a distanza. “In un momento in cui la routine normale è scompaginata dall'emergenza e i sentimenti di angoscia e di smarrimento regnano sovrani, la scuola e il contatto con i docenti può rappresentare quel filo di normalità di cui tutti noi abbiamo bisogno, ma ancora di più i nostri ragazzi”, conclude Benigno.

È possibile formarsi all'approccio della classe ibrida attraverso l'I-Mooc di Tris, una piattaforma aperta per la formazione online dove si trovano indicazioni metodologiche e organizzative.

Per saperne di più: www.progetto-tris.it/

Anna Capasso

Fonte: Vincenza Benigno, Istituto per le tecnologie didattiche, Genova, tel. 010/6475351 , email enza.benigno@itd.cnr.it -