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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 12 - 4 dic 2019
ISSN 2037-4801

Focus - Fotografia  

Cultura

Riscattiamo la scienza

“Riscattare” le attività scientifiche dall'immagine lontana e un po' stantia, mediante immagini che rappresentino la passione che anima i ricercatori e mostrando così, la "bellezza" della scienza da un punto di vista estetico. Questo l'obiettivo di “Riscattiamo la scienza”, progetto del Consiglio nazionale delle ricerche del 2013 che si è concretizzato in un concorso, una mostra e un catalogo fotografico in due sezioni: “Vita da ricercatore”, cioè immagini e ritratti di vita quotidiana nei laboratori e sul luogo di lavoro, e “Immagini di scienza”, sul fascino della natura vista e studiata dall'uomo. L'Ente ha accolto con entusiasmo l'iniziativa, inviando circa 600 fotografie, molte delle quali emblematiche delle eccellenze Cnr e di temi di ricerca di grande attualità.

“The Golden Lotus” è per esempio il titolo dell'immagine che immortala la crescita di nanopetali di ossido di titanio, le cui sembianze ricordano un fiore di loto. "La formazione floreale è stata realizzata tramite tecniche di deposizione da fase vapore su un substrato di carbonio nanostrutturato", spiega Simone Battiston, autore dello scatto e ricercatore dell'Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l'energia del Cnr di Padova.  "Ho ottenuto l'immagine tramite un microscopio elettronico a scansione, poi l'ho colorata digitalmente". Questa particolare morfologia di ossidio di titanio potrebbe avere numerose applicazioni, in particolare nel campo della sensoristica e dell'energetica. "Ha un'elevata efficienza fotocatalitica, ma possiede anche un'ottima stabilità fotochimica, è atossico e di basso costo", prosegue il ricercatore. "Per queste caratteristiche, i materiali ricavati potranno essere impiegati in dispositivi per la conversione fotoelettrochimica dell'energia solare in elettricità o per la produzione diretta di idrogeno dall'acqua".

Nella foto “Molab”, scattata da Vittorio Tulli  dell'Ufficio Ict del Cnr di Roma e che rappresenta una ricercatrice al lavoro su un'opera d'arte, compare parte della strumentazione portatile del MObile LABoratory realizzato dall'Istituto di scienze e tecnologie chimiche del Cnr e dall'Università di Perugia. “Il Molab consente di realizzare progetti di diagnostica non-invasiva per la conservazione del patrimonio culturale. Nella foto, la ricercatrice è impegnata a verificare, su un dipinto antico, la presenza di fluorescenza dovuta a un possibile impiego di coloranti organici”, commenta Costanza Miliani, direttrice dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr. “Con questo particolare laboratorio mobile ed è possibile lavorare in situ senza prelevare alcun campione, nello stesso luogo dove l'opera d'arte è conservata, sala da museo o monumento all'aperto che sia". 

Il forte impatto comunicativo della foto; è confermato anche da “Mamma scienza”, che mostra una bimba protesa verso il microscopio seguita dallo sguardo amorevole della mamma-ricercatrice. Un messaggio forte e chiaro che rimanda al futuro della ricerca italiana.  "L'idea di immortalare madre e figlia mi è parsa la più naturale e incisiva per rappresentare l'oggi e il domani della scienza", dice Marco Grasso, autore dell'immagine e collega dell'Istituto per i processi chimico-fisici del Cnr di Messina. "Il microscopio può essere un mezzo per stimolare, con un approccio intuitivo e non condizionato da schemi, la naturale curiosità dei bambini verso ciò che li circonda. Perché la scienza è fatta anche di emozioni, di divertimento".

Anna Capasso

Fonte: Costanza Miliani , Istituto di scienze e tecnologie molecolari, Perugia, email miliani@thch.unipg.it

Fonte: Marco Grasso , Istituto per i processi chimico-fisici, Faro Superiore Messina, email marco.grasso@ipcf.cnr.it

Fonte: Simone Battiston , Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l'energia, tel. 049/82958771, email simone.battiston@cnr.it