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CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 7 - 4 lug 2018
ISSN 2037-4801

Focus - Artico  

Informatica

La memoria dei Poli diventa digitale

Quest'anno ricorrono i 90 anni della spedizione in Artico del Dirigibile Italia, organizzata dal generale Umberto Nobile, che parte con altri 12 uomini, portando con sé anche l'adorata cagnetta Titina. La missione, svolta in collaborazione con la Regia Aeronautica e la Marina italiana, ottiene il patrocinio della Reale Società Geografica Italiana e, grazie al Comune di Milano e a un consorzio di industriali, raccoglie i fondi necessari. Una missione importante, che ha posto negli anni '20 del secolo scorso l'Italia al vertice mondiale per capacità organizzative e sviluppo tecnologico, ma conclusasi in modo tragico: il dirigibile precipitò sui ghiacci polari, perdendo la navicella di comando con a bordo gli uomini dell'equipaggio; altri sei rimasero intrappolati all'interno dell'involucro che andò disperso e non fu più rinvenuto.

La spedizione del 1928 fu importante per gli obiettivi non solo esplorativi ma anche scientifici, finalizzati a studiare alcuni fenomeni fisici delle terre antiche. L'aerostato, che parte da Milano il 15 aprile del 1928, raggiunge la Bala del Re il 6 maggio e, prima di dirigersi verso il Polo, compie due voli di studio dei fenomeni fisici custoditi nell'inesplorata regione artica e allora per lo più sconosciuti, aiutando ad accertare l'assenza di terre emerse, a verificare la sterilità e la bassa ionizzazione dell'aria e a rilevare le profondità marine e le derive dei ghiacci. Proprio per valorizzare la storia delle attività scientifiche polari italiane, la struttura Gestione documentale (Gedoc) del Consiglio nazionale delle ricerche ha presentato il progetto Polar Memory.

“Lo studio mira a valorizzare la cultura scientifica polare, storicizzandola e definendo la complessa trama dei rapporti fra documentazione istituzionale, storia, tecnica, prodotti scientifici, testimonianze e memorie private”, spiega Maurizio Vitale, responsabile del Cnr-Gedoc. “In particolare, Polar Memory vuole evidenziare le attività polari relative alle scienze pure, con metodologie di trattamento, classificazione e gestione che utilizzano le discipline documentarie, per fornire una ricostruzione il più possibile approfondita e completa dell'attività scientifica effettuata in Artico, ma anche in Antartide, dalla fine degli anni Sessanta a metà degli anni Novanta”.

Il progetto però vuole anche restituire una corretta lettura delle imprese compiute ai Poli che, con il passare degli anni, hanno subito interpretazioni diverse, a volte contrastanti, anche a causa della perdita delle fonti storiche e delle testimonianze di protagonisti e storici. “Per ottenere un prodotto il più possibile completo e utile a tale scopo, abbiamo pensato di realizzare una piattaforma informativa unica e multi-tipologica, relativa alla storia delle esplorazioni e missioni italiane e delle attività scientifiche, che sia in grado di restituire in formato originale la documentazione disponibile”, prosegue Roberto Sparapani del Cnr-Gedoc. “È un'attività importante anche perché molto del materiale - fotografie, immagini, scritti personali, reportage scientifici, telegrammi, video – si sta deteriorando nei vari archivi dove è contenuto e, in alcuni casi, presso gli eredi dei protagonisti delle imprese”.

Il progetto mira a unire in un percorso ideale vecchi e nuovi esploratori polari. “Un'attenzione particolare sarà dedicata alle memorie conservate dai protagonisti meno conosciuti che hanno reso possibile l'impresa di Umberto Nobile, anche a costo della vita”, conclude Sparapani. “Dopo 90 anni è giunto il momento di riunire tutti i pezzi di quella incredibile avventura mettendoli a disposizione, grazie agli strumenti forniti dall'archivistica moderna, di chi voglia conoscerli e leggerli”.

Rita Bugliosi

Fonte: Roberto Sparapani, Gestione Documentale del Cnr , email roberto.sparapani@cnr.it - Maurizio Vitale, Gestione Documentale del Cnr, tel. 06/49933225, -3536 , email maurizio.vitale@cnr.it -