Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 8 - 1 ago 2018
ISSN 2037-4801

Focus - Corpo  

Socio-economico

Maschi e nuove vanità

Perché i trattamenti estetici sono sempre più richiesti anche dai maschi? Come è cambiato il rapporto tra gli uomini e il proprio corpo? “La borghesia del secolo scorso curava l'aspetto fisico per rimarcare il proprio status e differenziarsi dalla plebe, incolta e dedita al lavoro manuale. Successivamente anche gli appartenenti al ceto popolare, hanno avuto i mezzi e il tempo di dedicarsi alla cura della propria immagine estetica”, spiega Maria Paola Graziani ex ricercatrice dell'Istituto di scienze dell'alimentazione (Isa) del Consiglio nazionale delle ricerche.

A partire dagli anni '60, qualcosa è cambiato nella netta distinzione di ruoli tra i due sessi. “Grazie all'assorbimento dei confini culturali che differenziavano compiti e comportamenti, maschio e femmina si sono avvicinati, confluendo nella categoria unica del consumatore”, continua Graziani. E allora via anche per lui con creme, cerette, antirughe e trattamenti, palestre, integratori e chirurgia estetica. “Ovunque sorgono negozi con merci selezionate in base a studi di mercato che mostrano alla collettività bisogni maschili e femminili simili. La 'scelta' individuale e il riconoscimento di sé, sono l'unica strada per opporsi a questo modello unico”.

Ma quali sono i trattamenti più richiesti dagli uomini? “Il trapianto di barba, insieme a quello di capelli, è un intervento molto richiesto. Questa tecnica chirurgica appare nel 1996 in Inghilterra e si diffonde poi in Turchia con costi più accessibili, ampliando il proprio target. La barba oggi è un accessorio di stile e averla disomogenea non è accettabile per chi vuole restare allineato alle tendenze del momento”, aggiunge Graziani. L'interpretazione della capigliatura e della barba come simboli di forza e potere, del resto, è trasversale a molte culture. “Pensiamo ai re francesi del Medioevo, il cui potere si concretizzava anche nell'inviolabilità delle chiome che non venivano mai tagliate, alle lunghe capigliature dei guerrieri indiani oppure alle acconciature da combattimento dei celti, con i capelli elevati verso l'alto per spaventare i nemici”.

Viene richiesta anche la falloplastica. “Le operazioni di allungamento e ingrossamento del pene sono svolte da chirurghi specializzati che utilizzano tecniche innovative con laser e innesti di silicone”, spiega Graziani. Le motivazioni che portano a ricercare questi interventi sono varie. “Si va dalle cause cliniche, sia su base genetica sia associate ad alterazioni ormonali nella fase della pubertà, a quelle psicologiche o culturali dove incidono i gruppi sociali di appartenenza. Patologie cliniche a parte, la dismorfofobia peniena, la non accettazione del proprio membro, può essere palese. I più a rischio sono persone con bassa autostima o affetti da patologie psichiche, quindi prima di proporre o eseguire l'intervento è bene che i medici del settore facciano molta attenzione all'anamnesi psico-storica dei pazienti”.

Emanuele Guerrini

Fonte: Maria Paola Graziani, ex ricercatrice Istituto di scienze dell'alimentazione (Cnr-Isa) , email mariapaola.graziani@gmail.com -