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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 13 - 2 ott 2013
ISSN 2037-4801

Focus - Enigmistica  

Cultura

Il rompicapo che ha tutti i numeri

Ormai popolare a livello mondiale, alla conquista continua di nuovi spazi, siti web, cellulari e riviste dedicate, il Sudoku non è, contrariamente a quanto si potrebbe credere, di origine giapponese. A proporlo per la prima volta, nel 1979, è stato infatti l’americano Howard Garns: solo nel 1984 ha fatto la sua comparsa in Giappone, dove ha preso il nome attuale, che vuol dire 'numeri singoli’. Nel 2004, dopo la pubblicazione in Inghilterra sul 'Times’, è diventato infine popolare in tutto il mondo.

Le regole sono semplici e note. Viene data una tabella quadrata, generalmente di 81 caselle (9 righe x 9 colonne), in cui sono disposti alcuni numeri, chiamati indizi, I giocatori devono disporre nelle restanti caselle bianche i numeri da 1 a 9, evitando di ripetere la stessa cifra in una riga, colonna o sottotabella 3x3.

Molti pensano che per riuscire nel Sudoku sia necessaria una speciale abilità matematica. Non è esattamente così. “Se al posto dei numeri mettessimo qualsiasi altro insieme di nove simboli, per esempio le prime nove lettere dell'alfabeto, non farebbe nessuna differenza”, spiega Roberto Natalini dell’Istituto per le applicazioni del calcolo 'M. Picone’ (Iac) del Cnr. “È un gioco di logica, di deduzione ragionata. Tuttavia, anche se non strettamente matematico, mette in moto meccanismi mentali che sono sicuramente alla base di una buona comprensione di questa disciplina. Ragionare sulle implicazioni, capire bene i vincoli del problema, avere una visione di gioco complessiva sono le caratteristiche che accomunano scacchisti, matematici e giocatori di Sudoku. Esso è inoltre un eccellente strumento per allenare le capacità di ragionamento mantenere la nostra mente agile e preparata Insomma, un esercizio preparatorio anche alla matematica in senso stretto”.

Il Sudoku comunque ha appassionato da sempre gli studiosi, che hanno cercato di capire i metodi più efficienti per risolverlo. “Qualche anno fa è stato proposto dal matematico americano John F. Crook un semplice algoritmo che permette di procedere con una strategia che può anche essere implementata in un computer”, ricorda Natalini. “Utilizzando poi strumenti matematici più sofisticati, come la teoria dei grafi, sono stati ottenuti risultati molto più precisi".

Per chi cerca un gioco che sviluppi le capacità algebriche, c’è il Kakuro, una sorta di fratello minore del Sudoku. “È un gioco molto popolare in Giappone, ma che ormai si è diffuso in tutto il mondo. È come un cruciverba, ma al posto delle definizioni vengono assegnati dei numeri, nello schema devono poi essere inserite delle cifre tutte diverse tra di loro la cui somma dia il numero assegnato”, conclude Natalini. “Oltre a sviluppare le capacità logico-aritmetiche, il Kakuro corrisponde alla risoluzione di una serie di equazioni vincolate”.

Marina Landolfi

Fonte: Roberto Natalini, Istituto per le applicazioni del calcolo "Mauro Picone", Roma, tel. 06/49270961 , email roberto.natalini@cnr.it -