Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 19 - 13 ott 2021
ISSN 2037-4801

Focus - Robot  

Tecnologia

Chi ti ha dato la patente?

La fantascienza si è occupata dell'auto fin dalle sue prime apparizioni, all'inizio del secolo scorso. Una fantasia degli scrittori di questo genere letterario è l'auto che si guida da sola, riproducendo una caratteristica (l'autopilota) che è presente nei velivoli ormai da decenni, come spiega Paolo Santi dell'Istituto di informatica e telematica (Iit) del Cnr di Pisa e ricercatore presso il Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston.
Ma le auto a guida autonoma non sono più solo fantasia. Nel 2019, il Ministero dei trasporti ha autorizzato la sperimentazione del primo veicolo a guida autonoma in Italia, nelle città di Torino e Parma, tanto che - nello stesso anno - fu proprio una vettura senza conducente a inaugurare il Salone dell'auto. Ma a che punto siamo? “A prima vista si direbbe che di auto senza pilota non se ne vedano. In realtà, uno sguardo più approfondito rivela che le auto odierne stanno incorporando sempre più caratteristiche di autonomia”, afferma Santi. “Funzionalità come la frenata automatica in caso di pericolo, la regolazione automatica della velocità in autostrada per mantenere una certa distanza di sicurezza, il parcheggio automatico sono già realtà che equipaggiano gli autoveicoli più recenti. Ci sono poi autoveicoli, in gran parte ancora sperimentali e con circolazione limitata in zone appropriate, che sono totalmente autonomi, anche se spesso hanno un guidatore di riserva. Alcune aziende che lavorano nel ramo della mobilità on-demand, come ad esempio Lyft nella città di Las Vegas, hanno già realizzato progetti pilota con auto autonome. Da un punto di vista tecnologico, dunque, siamo molto vicini alla realizzazione di auto completamente autonome, anche se il loro avvento su larga scala probabilmente richiederà ancora qualche anno per ragioni non solo tecnologiche, ma anche di opportunità economica e sociale, oltre che per questioni politiche e regolamentari”.

Anche in altri casi la fantascienza è stata precursore di realtà che si sarebbero poi avverate in un futuro più o meno lontano. “Un esempio è il famoso computer Hal con cui il protagonista del film '2001 Odissea nello spazio' conversa tranquillamente all'interno della nave spaziale”, aggiunge il ricercatore del Cnr-Iit. “Devo dire che le nostre interazioni con Alexa, Siri, Google assistant, o con una delle tante Intelligenze artificiali che ormai ci circondano hanno una dinamica molto simile a quella fra il protagonista del film e Hal raccontata da Kubrick nel 1968. Possiamo dunque dire che questa predizione si è avverata dopo circa cinquant'anni. Un altro esempio sono i libri di Asimov e la formulazione delle famose 'tre leggi della robotica' che, da libro di fantascienza, sono diventati paradigmi comportamentali per i robot su cui, grazie al proliferare di robot umanoidi e alla sempre maggiore pervasività dell'Intelligenza artificiale, si sta ampiamente dibattendo e discutendo in termini non più fantascientifici”.

In futuro vedremo allora forse anche le auto volanti. “In un periodo che ha visto la nascita e lo sviluppo quasi contemporaneo dell'auto e del volo motorizzato, a livello fantascientifico è stato naturale prevedere una convergenza di queste due tecnologie nell'auto volante, di cui si è vagheggiato fin dai primi decenni del secolo scorso. Se dobbiamo valutare le previsioni fantascientifiche sugli sviluppi degli autoveicoli, possiamo dire che molto probabilmente l'auto autonoma batterà l'auto volante 1 a 0”, conclude Santi.

Rimane solo un rammarico, verrà il giorno in cui non sapremo più a chi urlare dal finestrino “Chi ti ha dato la patente?”

Alessia Cosseddu

Fonte: Paolo Santi, Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) , email paolo.santi@iit.cnr.it -