Saggi

Scienza, filosofia, poesia: Rovelli torna alle lezioni

Copertina del libro Sull'eguaglianza di tutte le cose
di M. F.

“Sull’eguaglianza di tutte le cose”, va dalla “struttura relazionale della realtà” a due domande essenziali: “Cosa esiste? Come funziona la scienza?”. In 214 pagine della Piccola Biblioteca Adelphi dove il tono è sereno, ma con alcuni presupposti non banali, per arrivare a “modificare i concetti con cui siamo abituati a organizzare la realtà, ad abbandonare certezze e rinunciare a fondamenti ultimi”

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“La fisica ha trovato il suo poeta” commentò John Banville quando Carlo Rovelli scrisse “Helgoland”. Ora, con “Sull’eguaglianza di tutte le cose”, il fisico torna a fare il professore. E, con queste “Lezioni americane”, tenute nel 2024 all’Università di Princeton sulle implicazioni filosofiche della rivoluzione scientifica in corso, ripropone il formato delle “Sette brevi lezioni di fisica” che l’hanno reso famoso. Si va dalla prima sulla “struttura relazionale della realtà” alla sesta “Senza certezza né fondamenti”, passando per “Dall’interno del cerchio, “Lo spaziotempo è un processo quantistico”, “Vivere nel corso del tempo” e per due domande essenziali: “Cosa esiste? Come funziona la scienza?”.

Si sfiorano Conoscenza, Certezza, Informazione, Gravità, Reti, Memoria e cause, Libertà, Molteplicità, Morale, Terra, Velocità, Quanti, Prospettive, mescolando con l'abilità consueta dell'autore concetti scientifici, che “evolvono”, con valori e temi che mutano non meno freneticamente. Non mancano garbate provocazioni - da “L’ovvietà è fuorviante” a “Fisica fuori strada” – rivolte ai pubblici specialistici e non: “mi rivolgo a lettori diversi … che non hanno conoscenze tecniche e sono curiosi … Ma ancor più a filosofi e scienziati”. Con l’avvertenza che “questo non è un libro semplice. È un lungo volo. Presenta un ampio arco di pensieri”.

Il tutto, però, è racchiuso in 214 pagine della Piccola Biblioteca Adelphi dove sono usciti tutti i best seller dell’autore. Nomen omen, Rovelli scioglie alcuni grovigli dell’animo umano in tono sereno, quasi tranquillizzante, ma al lettore pone alcuni presupposti gnoseologici non banali: “La scienza del XX secolo ha modificato per sempre la nostra comprensione della realtà, anche se siamo ben lontani dal poter affermare che questa realtà abbia un senso (forse non accadrà mai)”. Grazie alla quantistica il pensiero può percorrere strade ignote, in uno shock di “stupore e vertigine” e abissi speculativi, per arrivare a “modificare i concetti con cui siamo abituati a organizzare la realtà, ad abbandonare certezze e rinunciare a fondamenti ultimi”.

Espressioni che, appunto, suonano assieme scientifiche, filosofiche e anche poetiche. Importante capire che “ci viene istintivo prendere particolarità locali per verità universali”. Per esempio: “La piccolezza della Terra ci dà l’impressione che esista un tempo condiviso”, cosa che “non funziona con il resto dell’universo. Sulla Terra ci sono oggetti”, cose, ma bastano Giove o il Sole per imbattersi in fenomeni fluidi che “non sono interpretabili in termini di oggetti. Non ci sono cose su Saturno”. Un quarto appena della superficie terrestre è rigido, con movimenti lentissimi e questo serve per localizzarci, ma “Se ci fosse solo mare, dove l’acqua non sta mai ferma”?

Da qui il salto interdisciplinare e concettuale che Rovelli propone. “Elettroni e mente, sassi e leggi, giudizi e galassie non sono di natura essenzialmente diversa … si illuminano a vicenda”, se vogliamo comprendere la complessa coerenza della “nostra casa”. Viviamo in “un mondo che non è fatto di oggetti, non occupa uno spazio, non si svolge in un tempo e non è governato da cause ed effetti. È tessuto da relazioni, composto dall’intrecciarsi di prospettive, può essere descritto solo dal suo interno”. In questo sta il senso del titolo, l’“eguaglianza di tutte le cose”, ripreso dal secondo capitolo del “Zhuangzi”, dove il sogno di essere una farfalla rende incerti se non sia stata la farfalla a sognare noi.

Rovelli sollecita per aprire, non per concludere. “Provo a riassumere quanto mi sembra di comprendere oggi di questo sapere, dopo una vita trascorsa nella fisica fondamentale”. Aperture filosofiche desunte da una scienza che è “continuo aggiustamento dei nostri concetti, che si devono adattare a quanto impariamo”: è accaduto alle generazioni che ci hanno preceduto e le scoperte recenti conducono a salti concettuali “perfino più radicali di quelli della grande rivoluzione scientifica che ha inaugurato l’èra moderna” di Copernico, Galileo e Newton. Una rivoluzione dirompente la cui portata non è “stata ancora digerita” dalla cultura contemporanea: “Penso sbagli. La migliore filosofia è sempre stata attenta alla scienza del suo tempo. Guardavano con estrema attenzione alla scienza Aristotele, Hume, Kant, Husserl”.

Titolo: Sull’eguaglianza di tutte le cose
Categoria: Saggi
Autore: Carlo Rovelli
Editore: Adelphi
Pagine: 214
Prezzo: 15.00

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