Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

N. 22 - 24 nov 2021
ISSN 2037-4801

Video

Salute

Under pressure, storie d'immersione e di pressione

Al Festival della scienza di Genova, l'Ufficio stampa del Consiglio nazionale delle ricerche e l'Area della ricerca Tor Vergata, in collaborazione con la Scuola federale della didattica subacquea della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee di Roma (Fipsas), hanno presentato un evento sul rapporto tra ricerca scientifica e immersioni.

Sono intervenuti ricercatori medici e il recordman d'apnea Federico Mana. A moderare l'evento, che si è tenuto nella piazza delle Feste del porto, Claudia Ceccarelli e Claudio Barchesi.

Evaristo Belli, docente di chirurgia maxillo-facciale presso l'Università 'La Sapienza' di Roma, medico sportivo e istruttore federale Fipsas, ha spiegato il rapporto tra fisiologia umana e pressione ambiente sottomarina, con particolare attenzione alle problematiche di compensazione delle cavità endocraniche e alle terapie disponibili per chi ha problemi di questo genere.

Luca Revelli, endocrinologo e chirurgo vascolare del Policlinico Gemelli di Roma, docente di medicina del mare, subacqueo e istruttore Fipsas, ha notato come, nonostante i sette milioni di sub attivi nel mondo, la scienza abbia prodotto solo un migliaio di lavori sulla fisiologia delle immersioni, contro i 26.000 sul nuoto. Revelli ha poi illustrato i risultati del progetto 'Abissi-la casa in fondo al mare 2 - 2007': "Gli effetti delle immersioni prolungate sono poco noti, ma rivestono grande interesse", ha spiegato. "Non è facile studiare i professionisti che operano in saturazione, ci sono molti ostacoli da parte delle società da cui dipendono".

Angelo Gemignani, ricercatore dell'Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr, psichiatra dell'Università di Pisa e membro del 'Centro Extreme', che studia la performance degli atleti estremi e degli astronauti, ha presentato il lavoro svolto insieme con Federico Mana, primo italiano a scendere sotto i 100 metri in assetto costante, spiegando, sulla base di mappe d'attività cerebrale, l'importanza della meditazione e del controllo della mente nelle immersioni in apnea.

Il campione ha raccontato le sue sensazioni di apneista e parlato del suo rapporto con la scienza: "L'apnea senza ricerca non potrebbe esistere, noi scendiamo per scoprire l'uomo, per spostare ogni giorno il suo limite e scoprire cosa può fare sott'acqua. Ogni performance origina nuova conoscenza, dalla quale muovere ulteriori passi avanti".

Claudio Barchesi

Fonte: Claudia Ceccarelli, Istituto di struttura della materia, Roma, tel. 06/49934015, email claudia.ceccarelli@artov.rm.cnr.it