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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 8 feb 2017
ISSN 2037-4801

Recensioni

Teatro

A teatro per capire la scienza

Raccontare le ricerche più all'avanguardia e il loro impatto sulla nostra vita quotidiana. È quanto si propone 'La scienza e noi', l'iniziativa curata da Vivian Kasam, presidente di BrainCircleItalia, che ha preso il via lo scorso 18 gennaio presso il Piccolo Eliseo di Roma e durerà fino al 17 maggio. Nel corso di sei incontri in cui altrettanti scienziati spiegano le loro ricerche, utilizzando un linguaggio divulgativo.

Ha iniziato Antonietta Mira, docente di Statistica, che con la giornalista Maria Grazia Mattei, ha parlato dei Big data. Da un lato la raccolta di dati consente di semplificare la vita e ottenere previsioni più accurate, dall'altro comporta seri problemi legali ed etici e il rischio che vengano manipolati gusti, coscienza e preferenze di ampi strati della popolazione. Tema dell'incontro del 1 febbraio è stato il rapporto tra robot e uomini, affrontato da Giorgio Metta, vicedirettore scientifico e direttore dell'iCub Facility presso l'Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. In un futuro non lontano, i robot umanoidi, sempre più sofisticati dal punto di vista cognitivo ed emotivo, vivranno e lavoreranno tra noi, verranno utilizzati in ambito medico, nella riabilitazione, nelle faccende domestiche, nelle catastrofi naturali. Si è quindi immaginato un codice etico per queste macchine.

Il 22 febbraio sarà la volta di Vittorio Giovannetti, professore di Fisica teorica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e dei computer quantistici. Questi collaboratori lavorano con bit quantistici, o qubits, che hanno la particolarità di poter assumere il valore 0 e 1 nello stesso istante, sviluppando una potenza di calcolo notevolmente superiore rispetto a un normale pc. I risvolti futuri del loro uso potrebbero essere enormi: con un computer a 300 qubits, saremmo in grado di rappresentare un quantitativo di informazione equivalente a quello di 2 alla potenza 90 bit, un numero superiore a quello di tutte particelle presenti nell'Universo conosciuto.

'Grafene il materiale da un miliardo di euro' è il titolo dell'incontro del 15 marzo, tenuto da Vincenzo Palermo, responsabile delle attività sui materiali avanzati dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Cnr di Bologna. Partendo dalla preistoria, il ricercatore arriverà a parlare dei nuovi materiali: chi, o cosa, ha più influenzato il corso della storia? Sono stati più importanti Napoleone e Giulio Cesare oppure i primi artigiani che impararono a manipolare i metalli e sfruttare l'energia immagazzinata nei minerali? Un racconto attraverso legionari romani, cavalieri medioevali, rivoluzione industriale e computer, per arrivare al prossimo futuro, ai nuovi materiali a base di carbonio - come i nanotubi o il grafene - dimostrando come, a volte, un atomo in più o in meno può cambiare il mondo.

Il 5 aprile Tommaso Fellin, senior team leader presso l'Iit, parlerà di optogenetica, una recente tecnologia che combina tecniche ottiche e genetiche per modificare l'attività elettrica di specifiche popolazioni di cellule utilizzando la luce. Si possono così colorare selettivamente, attraverso mutazioni genetiche o con l'utilizzo di virus adattati, i neuroni del cervello, per poterli leggere, ma anche attivare o silenziare. Grazie all'optogenetica si sono fatti passi da gigante nella comprensione dei circuiti cerebrali, e ciò porterà probabilmente a terapie innovative per le malattie neurodegenerative.

Gli appuntamenti si concluderanno il 17 maggio con Giuseppe Vitiello, professore di Fisica teorica presso l'Università di Salerno e associato all'Istituto nazionale di fisica nucleare, che parlerà di Bosone di Higgs, cervello e libero arbitrio. Sempre più frequentemente, nei laboratori di tutto il mondo, il Dna e il neurone vengono studiati da biologi e da fisici, prospettando vantaggi pratici di enorme interesse. I risultati e le applicazioni che emergeranno da questi studi interdisciplinari saranno di importanza fondamentale per il genere umano e la visione che si raggiungerà sarà una 'grande unificazione', dalla cosmologia e dalle particelle elementari ai sistemi biologici e al cervello.


R. B.

La scheda

Titolo: La scienza e noi

Quando: 22 febbraio, 15 marzo, 5 aprile, 17 maggio 2017, ore 20.00

Dove: teatro Piccolo Eliseo, via Nazionale 183, Roma

Info: http://www.teatroeliseo.com/eventi/la-scienza-e-noicome-le-scoperte-scientifiche-impattano-sul-nostro-quotidiano-3/