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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 24 mar 2010
ISSN 2037-4801

Scienza in scena

Al cinema piace il 3D

Prima c'è stato ‘Sherlock Holmes' di Guy Ritchie, quindi la pellicola evento ‘Avatar' di James Cameron, seguita a breve dal disneyano ‘Alice in wonderland' di Tim Barton. In questi giorni è in uscita ‘Dragon Trainer', ultimo prodotto della DreamWorks Animation già produttrice di successi quali ‘Shrek' e ‘Madagascar'. Film diversi per genere e argomento accomunati però da un elemento: la proiezione in 3D.

Ma cosa rende possibile la tridimensionalità sullo schermo? "In primo luogo il fatto che i due occhi sono distanti tra loro alcuni centimetri: per questo fanno arrivare al cervello due immagini diverse", spiega Alessandro Farini dell'Istituto nazionale di ottica (Ino) del Cnr di Firenze. "È molto facile accorgersene, basta tenere il dito indice della mano sinistra alla distanza di un braccio e quello della mano destra a distanza di mezzo braccio e provare, tenendo chiuso l'occhio sinistro, ad allinearli mirando un oggetto lontano qualche metro. Se poi si chiude l'occhio destro e si apre quello sinistro, ci si accorgerà che le due dita  e l'oggetto mirato non sono più allineati. Da questa differente prospettiva il cervello è in grado di ricostruire la distanza".

Questa modo di vedere va poi trasferito al grande schermo. "Nel cinema 3D lo scopo è far arrivare al cervello due immagini diverse attraverso i due occhi. Per ottenerlo ogni scena va ripresa da due telecamere che offrono una ripresa leggermente sfalsata (alla maniera dei nostri occhi). A questo punto le sale devono attrezzarsi: sullo schermo infatti devono giungere le due immagini. Per questo quando si guarda  un film 3D senza gli appositi occhiali si vede un'immagine apparentemente sfocata, in realtà si stanno osservando due immagini sovrapposte. Un tempo il metodo più utilizzato per inviare ai due occhi immagini distinte era indossare un occhiale con una lente rossa e una verde, oggi la maggior parte delle sale utilizza lenti polarizzate, mentre si inviano sullo schermo due immagini con una diversa direzione del vettore campo elettrico. Nei videogiochi per computer si utilizza una tecnica ancora più complessa e costosa, che prevede occhiali con schermi Lcd che diventano alternativamente trasparenti e opachi in sincrono con le immagini".

Anche a seguito di una circolare del ministero della Salute si discute molto sull'affaticamento visivo e sui fastidi provocati da questo tipo di immagini. "La ragione del malessere", prosegue Farini, "risiedono nel conflitto tra due meccanismi percettivi: la convergenza e l'accomodazione. Normalmente i due fenomeni agiscono contemporaneamente. Quando si guarda un film 3D, invece, l'accomodazione si blocca, provocando affaticamento. Non è però un effetto permanente".  ""

Tra breve, il 3D arriverà anche in tv. Diverse aziende hanno annunciato il lancio sul mercato dei primi modelli.

Per abbandonare le lenti si dovrà invece attendere: alcune aziende del settore cinematografico stanno lavorando alla realizzazione di schermi ‘attivi', capaci di rimandare direttamente allo spettatore una doppia polarizzazione delle immagini, ma non è stato realizzato ancora nulla.


Rita Bugliosi

Titolo: Sherlock Holmes

Regia: Guy Ritche

Cast: Jude Law, Robert Downey Jr., Hans Matheson, James Fox, Rachel McAdams, Mark Strong,

Distribuzione: Warner Bros Italia

 

Titolo:  Avatar

Regia:  James Cameron

Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Laz Alonso

Distribuzione: 20th Century Fox

 

Titolo: Alice in wonderland

Regia: Tim Burton

Cast:  Mia Wasikowska, Johnny Depp, Michael Sheen, Anne Hathaway

Distribuzione: Walt Disney

 

Titolo: Dragon Trainer

Regia: Dean Deblois

Cast: Chris Sanders con Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera, Jonah Hill

Distribuzione: Universal Pictures