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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 19 - 5 dic 2012
ISSN 2037-4801

Scienza in scena

In scena la violenza maschile sulle donne

È definito 'femminicidio', ed è un fenomeno che coinvolge milioni di donne di tutto il mondo, uccise per mano di mariti, ex-coniugi, padri, fratelli, fidanzati o amanti. Delitti catalogati come uccisioni passionali, fatti di cronaca nera, liti di famiglia, ma frutto di una 'cultura' che contempla la prevaricazione dell'uomo sulla donna, basata su stereotipi di genere.

Per attirare l'attenzione del pubblico, dei media e delle istituzioni su questo delicato tema, Serena Dandini, in collaborazione con Maura Misiti dell'Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr, ha dato vita a un lavoro teatrale la cui prossima rappresentazione si terrà a Genova, il 9 dicembre.

Presso il Teatro della Corte, ad alternarsi sul palco per leggere le storie di tante mogli, amanti ed ex fidanzate saranno Malika Ayane, Germana Pasquero, Giorgia Cardaci, Linda Laura Sabbadini, Anna Bonaiuto, Lella Costa, Sonia Bergamasco, Angela Baraldi, Francesca D'Aloja, Licia Maglietta, Francesca Reggiani, Lidia Ravera. Ma al progetto, nei due precedenti allestimenti tenutisi a Palermo (24 novembre) e a Bologna (30 novembre), hanno aderito altri personaggi famosi: dalla giornalista Concita De Gregorio alla cantante Elisa, dalla sindacalista Susanna Camusso alle attrici Micaela Ramazzotti, Eleonora Danco e Lunetta Savino, dalla scrittrice Silvia Avallone alla sportiva Josefa Idem, dalla comica Geppi Cucciari alla giornalista Lilli Gruber.

Per dare vita ai personaggi che si alternano sul palco, Serena Dandini ha attinto mescolando ironia e impegno sociale dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche. La sua 'Spoon River' intende sensibilizzare l'opinione pubblica alla sottoscrizione della convenzione 'No more!' contro il femminicidio che, tra l'altro, chiede al Governo e alle istituzioni italiane di discutere con urgenza le proposte in materia di prevenzione e contrasto e della violenza maschile e la ratifica immediata della Convenzione del Consiglio d'Europa in merito, siglata a Istanbul nel 2011. 'Ferite a morte, inoltre, sostiene la rete D.i.Re., i centri antiviolenza e le associazioni presenti nei territori.

"Sono quasi vent'anni che studio questo fenomeno: la mia prima esperienza coincide con la partecipazione al progetto 'Urban Italia', nato con l'obiettivo di indagare il contesto sociale, culturale e istituzionale nel quale sorge e si sviluppa la violenza contro le donne e la percezione che di essa ha l'ambiente contiguo", spiega Maura Misiti. "L'iniziativa mirava inoltre a individuare e mettere a punto politiche di intervento efficaci".

Un contributo scientifico che ha reso 'Ferite a morte' è ancor più aderente alla casistica reale e al relativo contrasto sociale. "Abbiamo lavorato basandoci sulla documentazione disponibile, ancorchè insoddisfacente dal punto di vista qualitativo e quantitativo", continua la studiosa del Cnr. "Insieme abbiamo esaminato i dati e individuato una serie di profili e di psicologie adatti a sensibilizzare il pubblico, ma anche a sollecitare l'intervento politico".

D'altro canto la messa in scena va dritta all'obiettivo con una scenografia sobria ed efficace, in cui un grande schermo propone filmati evocativi e un dj in scena seleziona la musica, usata come stacco tra un racconto e l'altro. Il progetto è anche quello di raccogliere i testi dello spettacolo in un un libro edito da Rizzoli.


R. B.

La scheda

Titolo: Ferite a morte

Regia: Serena Dandini

Dove: Teatro della Corte, Genova

Quando: 9 dicembre 2012, ore 21.00

Info: www.feriteamorte.it