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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 0 - 14 gen 2009
ISSN 2037-4801

Scienza in scena

Il padre 'padrone' secondo Coppola

L'ultimo film scritto e diretto da Francis Ford Coppola, ‘Segreti di famiglia', vede il giovane Bennie arrivare a Buonos Aires in cerca del fratello maggiore Tetro, che dieci anni prima ha abbandonato la famiglia emigrata dall'Italia in Argentina e poi stabilitasi a New York. Nella Grande Mela è rimasto il padre, Carlo Tetrocini, geniale direttore d'orchestra ma genitore crudele e autoritario.
La brutalità della figura paterna ha condizionato Tetro, sensibile e dolce, trasformandolo in un uomo freddo e auto-distruttivo, che accoglie con cinismo anche il fratello minore. Il giovane si lega allora alla fidanzata di lui, la solare Miranda, che gli parla dei manoscritti del fratello, aspirante scrittore. Bennie li trova, li completa e iscrive Tetro a un premio letterario dove arriva finalista, non apprezzando però l'invadenza del fratello. Tra i due scoppia un furibondo litigio che porterà a rivelazioni e a chiarimenti che cambieranno definitivamente il loro rapporto.
Nel corso di tutto il film aleggia l'invadente figura paterna. La psicoanalisi moderna però non attribuisce più un ruolo così importante al padre. "Oggi predomina la ‘teoria dell'attaccamento', secondo cui il nostro destino è deciso dal modo in cui nostra madre ci ha trattati nei primi mesi", spiega Sergio Benvenuto, psicologo dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma. "L'adulto maschio è sempre più relegato sullo sfondo, riflesso del declino della società patriarcale e dell'eclisse dell'autorità paterna nella famiglia. La teoria psicoanalitica originaria distingueva il padre concreto dal Padre come funzione che può esser svolta anche da una donna, tanto che non di rado i pazienti raccontano di un'infanzia protetta da un padre materno, in cui lo scontro si è verificato con l'autorità di una madre repressiva".
Ma qual è il corretto ruolo del padre? "Fare da contro-altare all'indulgenza materna", prosegue Benvenuto, "la madre ‘classica' ha col figlio un idillio senza remore, il padre invece impone regole, limiti, leggi, condizioni. Per Freud ogni essere umano ha la possibilità di farcela se avrà, da una parte, assicurati affetto e cure materne (una ‘madre abbastanza buona') e, dall'altra, un guastafeste che gli ricorda che esiste un mondo fuori del nido materno. Molti padri falliscono perché non sono autorevoli ma autoritari. Tra il padre assenteista e il padre despota è difficile oggi, per un genitore, trovare la giusta proporzione".
Girato in bianco e nero, ritenuto da Coppola adatto "a un certo tipo di dramma poetico", il film emoziona grazie a inquadrature suggestive a un sapiente uso delle luci. Asciutta nei dialoghi, la pellicola riporta a un certo cinema espressionista (Fritz Lang) e ad alcuni lavori di Wim Wenders, pur con una spiccata originalità. Bella l'ambientazione scelta, il quartiere bohemien di La Boca a Buenos Aires, e impeccabile il cast, in cui spicca Vincent Gallo nei panni di Tetro; bravi anche l'esordiente Alden Ehrenreich (Bennie) e Maribel Verdù (Miranda). Insomma, l'opera matura di un grande regista.


Rita Bugliosi


Titolo: Segreti di famiglia
Regia: Francis Ford Coppola
Cast: Vincent Gallo, Maribel Verdú, Alden Ehrenreich, Klaus Maria Brandauer
Distribuzione in Italia: Bim (www.bimfilm.com)
Uscita in Italia: 20 novembre 2009