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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 27 gen 2021
ISSN 2037-4801

Recensioni

Televisione

Un docufilm per non dimenticare

Il film documentario “Terra promessa” racconta il piano di immigrazione illegale, l'Aliyah Bet, che migliaia di ebrei sfuggiti allo sterminio dei campi di concentramento misero in atto tra il 1945 e il 1948, partendo come clandestini verso la Palestina, da loro chiamata “Eretz Israel” (Terra di Israele). La pellicola, scritta e diretta da Daniele Tommaso, che esce on demand sulle piattaforme CG Digital, iTunes, Google Play e Chili, oggi, 27 gennaio, in occasione del Giorno della memoria, mostra la loro storia, storia di persone che hanno perso tutto - cittadinanza, case, beni e affetti - per mano dei nazisti e che desiderano raggiungere Israele per cominciare una nuova vita. Molti di loro partono dall'Italia grazie al supporto di nostri concittadini che li aiutano a salpare dai nostri porti e a sfuggire al controllo dei britannici, che non consentivano ingressi nei territori sotto il loro mandato. Un gesto di grande solidarietà, che riscatta il nostro popolo dalla vergogna delle leggi razziali promulgate sotto il fascismo.

Al centro del docufilm ci sono quattro importanti realtà: l'Italia devastata dalla guerra ma disposta ad aiutare gli ebrei in fuga; la Gran Bretagna, che si oppone a questo esodo di massa; un'organizzazione segreta, il Mossad le Aliyah Bet, incaricata da Ben Gurion di portare in Eretz Israel il maggior numero di ebrei della diaspora e spingere la comunità internazionale ad approvare la nascita dello stato di Israele; due persone di grande intelligenza e audacia, Yehuda Arazi e Ada Sereni, pronti pronta a mettersi in gioco e a usare tutte le loro conoscenze per supportare la causa.

Il film propone tante testimonianze, a partire da quelle dei discendenti di Arazi e Sereni; eccezionali materiali d'archivio internazionali, filmici e fotografici; viaggi nei luoghi dove furono accolti i profughi in Italia. Le località ricordate sono molte, tra le quali, Selvino (Bg), la colonia per bambini dove i più piccoli poterono iniziare a ricomporre un percorso psicologico devastato dalla Shoah, Fano (PU), e le cittadine dal Piemonte alla Puglia che accolsero centinaia di famiglie. Il porto di La Spezia, cornice di una guerra diplomatica tra Italia, Gran Bretagna, Mossad e Nazioni Unite. E addirittura Cinecittà, dove all'interno dei Teatri furono accolti alcuni rifugiati.

Per ripercorrere la vicenda, il regista ha incontrato esperti e testimoni diretti e indiretti, come i discendenti di Yehuda Arazi e Ada Sereni. E spiega: “Essendo scomparsi sia Arazi che la Sereni, abbiamo fatto ricorso alle testimonianze delle anziane figlie di entrambi, ma sopratutto a quelle lucide e appassionate dei nipoti Orli Bach Arazi e Haim Confino, per ricostruire una storia intricata e piena di colpi di scena. Il racconto può anche contare sul contributo di alcuni sopravvissuti come la milanese Maria Luisa Mayer, il cui padre Astorre, grande industriale della carta ed esponente di spicco dell'ebraismo italiano, ospitò i profughi nella villa di famiglia di Abbiate Guazzone; il polacco Yaakov Meriash che perduta la famiglia nella Shoah, fu ospitato dall'ex colonia estiva per balilla di Sciesopoli nella val Seriana, trasformata in quegli anni in un orfanotrofio per bambini ebrei scampati al massacro”.

Oltre a quello dei testimoni diretti, il documentario si avvale anche del contributo di alcuni tra i più importanti storici e giornalisti esperti sul tema, tra i quali Paolo Bosso, Marco Cavallarin, Sandro Fascinelli e Mario Ferrari.


Rita Bugliosi

Titolo: Terra promessa

Regia: Daniele Tommaso

Cast: Yari Marcelli (forografia), Angelo Musciagna (montaggio), Valerio Vigliar (musica)

Info: vedi il trailer