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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 8 apr 2020
ISSN 2037-4801

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Cinema

 Il lavoro ai tempi del Coronavirus

La pandemia di Coronavirus ha sconvolto le nostre vite e modificato le nostre modalità di lavoro: nelle situazioni in cui è possibile si è passati allo smart working, che permette di tutelare la salute continuando a svolgere la propria attività dall'abitazione, rispettando così il decreto governativo #IoRestoaCasa. Esistono però anche categorie che non possono adottare questa modalità, primi fra tutti medici e infermieri, ma anche quanti operano nei supermercati, nei negozi di alimentari, nelle farmacie. E, al contrario, ce ne sono altre che, non essendo considerate indispensabili, hanno dovuto sospendere momentaneamente l'attività, è il caso di chi lavora, per esempio, in negozi di abbigliamento, parrucchieri, centri estetici, bar, ristoranti. Ma anche quanti sono occupati nelle attività culturali e ricreative: cinema, teatri, musei.

Per documentare i cambiamenti che si sono verificati nel mondo del lavoro, l'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod) chiede a tutti i lavoratori, quelli ancora in servizio perché strategici e quelli che hanno perso attività e reddito, di documentare la situazione e di fornire testimonianze della propria condizione. Tutti sono invitati dunque a rispondere alla chiamata: chi ha perso il lavoro, chi è stato messo in ferie forzate, chi deve proseguire l'attività e teme per la propria salute, chi è in prima linea negli ospedali, chi sta per la prima volta lavorando da casa, chi si è trovato all'improvviso senza reddito.

Per partecipare all'iniziativa si deve inviare un video autoprodotto che racconti lo sconvolgimento in atto attraverso le trasformazioni subite dal lavoro e, con esso, dalla nostra esistenza, raccontando così l'emergenza Covid-19 dal punto di vista dei lavoratori. I video inviati possono denunciare condizioni di lavoro non sicure, situazioni di difficoltà sociale e familiare, mostrare l'impegno e il senso di responsabilità di chi lavora per garantire prodotti di prima necessità o lo sforzo e la generosità del personale ospedaliero e di chi garantisce i servizi pubblici essenziali. Possono essere girati con i mezzi che si hanno a disposizione: telefonini, fotocamere, videocamere. L'invio va fatto mediante le comuni piattaforme web e di condivisione file e va accompagnato dall'autorizzazione all'utilizzo tramite la compilazione dell'apposito modello scaricabile dal sito Aamod. I filmati inviati andranno a formare un fondo destinato a conservare memoria di quanto sta accadendo nel mondo del lavoro e verranno utilizzati inoltre per realizzare opere, documentari e reportage.

"Ci sono preoccupazioni che accomunano tutti coloro che provano a guardare oltre l'emergenza e attiene alle ricadute di questa situazione sull'intera società. Le rigide misure di prevenzione, l'accentuarsi delle forme di controllo, la limitazione di diritti che abbiamo sempre considerato acquisiti e inalienabili sono strumenti solo temporanei o incideranno sulla società del domani? Il distanziamento sociale caratterizzerà le relazioni umane in futuro? Il lavoro, come è già stato in altre epoche e per altre fasi storiche di mutamento, può essere un focus privilegiato per capire come si sta ridefinendo l'organizzazione sociale nel suo complesso. È per cercare di rispondere a domande come queste che abbiamo avviato questa iniziativa”, spiega Luca Ricciardi, membro del Consiglio d'amministrazione delle fondazione Aamod. 

Informazioni sulla modalità di partecipazione e indicazioni sul modo migliore per girare i video sono disponibili sul sito di Aamod, nel settore dedicato all'iniziativa.


Rita Bugliosi

Titolo: “Lavoro ai tempi dell’emergenza Coronavirus in Italia”

Info:  https://www.aamod.it/