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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 25 mar 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Caos è solo l'anagramma di caso?
Saggi

Caos è solo l'anagramma di caso?

L'“effetto farfalla” è entrato nell'immaginario collettivo grazie al cinema e alla letteratura, facendo la fortuna, in termini di notorietà, della teoria del caos. Ma quanti, tra i non specialisti, sanno davvero di cosa si tratta? Come spesso accade quando si entra nell'ostico terreno della matematica, non è facile andare a fondo. Ai curiosi che vogliono provarci è rivolto il volume “Caos”, scritto a quattro mani da Marco Malvaldi, chimico e romanziere noto ai più per la serie del “BarLume”, e Stefano Marmi, professore di Sistemi dinamici alla Normale di Pisa.

Gli autori delineano il cammino che ha portato alla teoria del caos, raccontando come i matematici abbiano formalizzato e studiato questo concetto molto antico nella storia del pensiero umano. Un sistema è definito caotico se mostra una dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali, ovvero se a variazioni anche infinitesime dello stato iniziale possono seguire eventi molto diversi tra loro. Comportamenti di questo tipo, si spiega nel libro, si riscontrano anche in presenza di leggi deterministiche, come quelle che regolano i moti planetari. Proprio cercando di risolvere il “problema degli n corpi” della meccanica celeste, Henri Poincaré si imbatté nel primo sistema caotico della storia della matematica.

Territorio fertile per il caos è di certo la meteorologia, spesso accusata di scarse capacità predittive. Proprio a questa scienza, del resto, è associato il già citato “effetto farfalla”: da quando, nel 1972, il meteorologo Edward Norton Lorenz partecipò al 139° congresso dell'American Association for the Advancement of Science con un intervento che aveva per titolo proprio: “Predictability: Does the Flap of a Butterfly's Wings in Brazil Set Off a Tornado in Texas?”, ovvero “Prevedibilità: può il battito d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”.

Un'immagine di indubbio fascino, che confligge però con la nostra intuizione, con la linearità insita nei nostri ragionamenti. Forse è per questo che il caos è stato accettato con più facilità dalle arti che dalle scienze. Dopo Lorenz, lo studio dei sistemi dinamici caotici ha avuto un grande impulso e la teoria sviluppata ha trovato applicazioni in molteplici settori: dalla fisica alla chimica, dalla biologia alla finanza. Ad esempio, gli autori spiegano come, studiando le popolazioni di un ecosistema alla luce del modello preda-predatore (sviluppato indipendentemente da Vito Volterra e Alfred Lotka), si incontrino fenomeni caotici, non casuali o imputabili a cause esterne.

Il volume inserito nella serie “Raccontare la matematica” della collana “Intersezioni” del Mulino offre, nel complesso, un ricco corredo di spunti articolato in nove capitoli, ciascuno introdotto da una sintesi in cui si racconta come si genera il caos, in cosa si differenzia dal caso o dall'entropia, dove incontrarlo, come e perché studiarlo. In alcuni punti la trattazione è più agile e discorsiva, condita da qualche battuta ironica, in altri, inevitabilmente, si entra nel tecnico, con formule e passaggi non sempre di facile lettura. Il messaggio che arriva a tutti, però, è la curiosità che anima gli studiosi del caos e che, più in generale, alimenta la passione per la matematica, disciplina che ci permette di dare senso anche a fenomeni apparentemente governati dal caso.

Isabella Cioffi

titolo: Caos
categoria: Saggi
autore/i: Malvaldi Marco, Marmi Stefano
editore: Il Mulino
pagine: 216
prezzo: € 15.00