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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 25 mar 2020
ISSN 2037-4801

Recensioni

Ricondurre i verbi all'infinito
Narrativa

Ricondurre i verbi all'infinito

Secondo Elio Pecora, che ha presentato il libro “L'infinito dei verbi” di Piera Mattei presso Gattomerlino Spazio a Roma, esiste un'impossibilità di base di stare calmi e sereni a causa di una costante e velocissima attività del cervello, difficile da regolare e controllare, che non permette di sentirsi quasi mai completamente rilassati, “senza pensieri”, quindi anche senza stimoli, pulsioni, emozioni. Si potrebbe aggiungere che, di conseguenza, è impossibile liberarsi dalle dinamiche meccaniche e degli automatismi che guidano pressoché tutte le nostre azioni ed emozioni. Il cervello, tra l'altro, costituisce la scatola dove conserviamo i fotogrammi di una vita, che vengono continuamente riprodotti - a meno di non modificarli - e che spesso diventano vere e proprie galere della memoria.

Detto questo, la scrittrice, responsabile e curatrice delle edizioni Gattomerlino, che da sempre con i suoi volumi media il rapporto tra letteratura, cultura e divulgazione scientifica, con il suo nuovo libro sembra voglia liberare se stessa, prima di tutto, “scarcerando” la parola e sopprimendo le declinazioni verbali, come se eliminando le desinenze si eliminassero le grate spazio-temporali, concettuali e reali: un ragionamento che si potrebbe definire basato su un'“intelligenza matematica innata”, come si legge nella scheda critica del libro.

Ricondurre i verbi all'infinito significa ritrovare “il loro potere di dire/senza comporre un racconto/senza prefigurare l'avvenire”, dunque dare un taglio alle progettazioni ideali delle nostre azioni costruite a tavolino, che ci intrappolano nelle solite modalità dell'agire, con l'aggrovigliarsi dentro dinamiche coattive e, per questo, dolorose. Di fatto noi possiamo controllare, programmare, porci propositi e obiettivi fino a un certo punto, un punto di solito molto vicino, e dunque molto poco. A questo proposito, l'autrice scrive nella poesia “Lo spalaneve”, che apre la prima delle sette sezioni del volume, “Del fare ordine”: “lascia che ogni parte di te/e di quanto possiedi/a suo piacere si dislochi/e attenda”. Un invito a lasciare andare tutto, ad accogliere o quantomeno a tollerare il caos che ci circonda, che non è solo emotivo, ma investe anche il piano materiale, degli oggetti: “appena li riponi/gli oggetti sfuggono via dalle tue mani/verso quel caos dal quale vengono/e al quale vogliono far ritorno”.

L'impresa della liberazione, però, non è affatto semplice. L'autrice, confessa elegantemente, continua a camminare tra divieti, obblighi e doveri, incastri e costrizioni, ansie. Persino l'acqua della sorgente non riesce più a trasformarsi in un fiume ma “s'impaluda”, impedendo il nostro scorrere e costringendoci ad annaspare là dentro, “in quell'acqua che pigramente/vive e si trasforma”.

Alla fine, però, Piera Mattei trova la via. Si trasforma man mano nella sofisticata fotografa di tanti attimi presenti, riportando l'attenzione su quello che c'è qui ed ora e, come spesso accade, sulla natura da contemplare: “Ai piccoli uccelli il glicine/piace così/sfiorito/e carico di foglie nuove […] /Altri uccelli intanto/tagliano il cielo/con ali lunghe/affilate”.

Manuela Faella

titolo: Linfinito dei verbi
categoria: Narrativa
autore/i: Mattei Piera
editore: Manni
pagine: 140
prezzo: € 15.00