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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 8 apr 2020
ISSN 2037-4801

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La scienza? Si segue soprattutto in tv
Saggi

La scienza? Si segue soprattutto in tv

La classifica sull'esposizione mediatica alla scienza proposta dall'Annuario “Scienza tecnologia e società” 2020 di Observa rivela che al primo posto fra i mass media usati per informarsi sulle tematiche tecno-scientifiche rimane la “vecchia” televisione, con il 77% degli italiani che ha dichiarato di guardare almeno una volta al mese in tv trasmissioni divulgative; segue la lettura di articoli scientifico-tecnologici su quotidiani (più del 66%), che pur di poco ma insospettabilmente superano siti web e blog (63%), a poca distanza le riviste divulgaitve (60%) e, infine, la radio con il 33% circa di persone che ascolta trasmissioni dedicate. L'aumento dell'uso del web rispetto agli altri mezzi è comunque evidente ma tutti i media segnano un trend positivo negli ultimi tre anni. L'interesse per scienza e tecnica diminuisce con il salire dell'età e cresce con l'aumentare del titolo di studio. Sono quindi i giovani tra i 15 e i 29 anni, i “millennials”, a informarsi maggiormente (60%) sulle tematiche scientifiche, ad aver visitato un museo o una mostra scientifica più di una volta nell'ultimo anno o ad aver partecipato a un evento pubblico su questi temi (oltre il 40%).

Questi dati dicono che “l'alfabetismo scientifico” continua a crescere. Sono sempre di più gli italiani (il 66%) che sanno che il sole non è un pianeta, per quanto sconcerti il terzo di campione incerto o ignorante al riguardo; più del 55% sa che gli antibiotici combattono solo i batteri ma non i virus (di questi tempi, però, dovremmo averlo imparato tutti) e che gli elettroni sono più piccoli degli atomi. Il 50% ha risposto in modo esatto anche alla domanda sull'azoto come elemento più diffuso in atmosfera, mentre colpisce che sul quesito relativo al bit quale unità di misura per le informazioni nella comunicazione digitale anche molti giovani non sappiano la risposta.

L'Annuario indaga anche l'alfabetismo scientifico visuale, che si basa sul riconoscimento di immagini, quest'anno dedicato all'esplorazione spaziale. E anche in questo caso i risultati positivi sono in crescita: più del 90% riconosce l'immagine della Terra fotografata dalla Luna durante la missione Apollo 8 e anche quella del primo uomo sulla superficie lunare; il 78% ha riconosciuto la foto della superficie della cometa 67P/Churyumov-Geraminenko scattata dalla sonda Rosetta nel 2014; più del 71% identifica il giovane Neil Armstrong tra l'attore Ryan Gosling e Paolo Nespoli.

Dal Rapporto risulta poi che le notizie di scienza e tecnologia diffuse su web e social network appaiono più credibili al 68,9% degli intervistati, tendenza che aumenta con il crescere del grado di istruzione e di alfabetismo scientifico e che però si correla col dato per cui la diffusione di fake news e bufale soprattutto su argomenti scientifico-tecnologici e di medicina-salute risulta elevata. La maggior parte degli intervistati ritiene comunque che l'unico parere valido sia quello dello scienziato esperto e che non basta informarsi da un unico media: sia l'interesse per la comunicazione su queste tematiche scientifiche, sia la fiducia nei confronti dei ricercatori aumentano con il diminuire dell'età e il crescere del titolo di studio. Soprattutto i laureati ritengono che “solo la scienza possa dirci la verità sull'uomo e sul suo posto nella natura”; al contrario, gli ultrasessantenni sono preoccupati per il “repentino cambio di stili di vita che le scoperte scientifiche e tecnologiche ci impongono, mettendo a rischio i valori di famiglia e di vita umana”.

Uno dei social più utilizzati nel 2019 per leggere notizie di scienza e tecnologia è stato Facebook: lo usa circa il 70% dei cittadini. I maggiori fruitori dei social network come fonte di informazione tecnoscientifica sono però i 18-29enni. I millennials sono stati attratti soprattutto dal tema dei cambiamenti climatici: un'attenzione in crescita costante dal 2011, che ha subito una forte spinta da quando Greta Thunberg ha iniziato a scioperare ogni venerdì davanti al Parlamento del suo Paese, con l'obiettivo di spingere i politici ad agire, trasformando dal settembre 2018 lo sciopero in un movimento e in una mobilitazione giovanile internazionale, i Fridays for Future. Il 70% dei millennials italiani risulta consapevole dell'emergenza climatica, è sicuro che il Global Warming sia dovuto alle attività antropiche, ha fiducia negli scienziati che la studiano ma non nei politici, che ritiene soggetti a interessi economici contrari, e crede nell'azione del singolo.

Stefania Petraccone

titolo: Annuario scienza tecnologia e società
categoria: Saggi
autore/i: Pellegrini Giuseppe, Rubin Andrea
editore: Il Mulino
pagine: 193
prezzo: € 19.00