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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 2 - 29 gen 2020
ISSN 2037-4801

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Quanto ci costano le bugie?
Saggi

Quanto ci costano le bugie?

Nell'odierno panorama mediatico, i cittadini sono al centro di un ciclo di informazioni confuse, discordanti, spesso ansiogene e a volte false, molte delle quali provengono da fonti non giornalistiche. Tra le priorità dei divulgatori e dei professionisti della comunicazione sta emergendo l'urgenza di ristabilire un modello virtuoso, basato su fonti e dati certi. Su questo tema, di recente sono stati pubblicarti tre libri di argomento economico che hanno l'obiettivo di ristabilire la verità contro le fake news percepite come vere e di restituire il dovuto approfondimento a questioni che hanno subito un'eccessiva banalizzazione.

“L'economia percepita” di Roberto Basso e Dino Pesole spiega come le difficoltà economiche concrete di larghe fasce della popolazione, dopo la crisi degli ultimi dieci anni, siano state cavalcate e amplificate mediaticamente oltre le reali dimensioni. Nonostante i dati riguardanti salute, reddito e criminalità dicano che mai nella storia siamo stati meglio, la percezione di vivere sempre peggio è predominate, non solo nei ceti a bassa scolarizzazione, ma anche tra cittadini istruiti e con qualifiche lavorative medio-alte: “Un paradosso si aggira nell'Occidente. È il paradosso del progresso, che si potrebbe enunciare così: la vita migliora mentre la gente si sente sempre peggio”. Nello specifico italiano, gli autori segnalano la pericolosa convinzione che il benessere perduto sia un diritto dovuto e oggi negato. Decisori ed esperti (scienziati, studiosi, educatori) sono considerati i responsabili di questa presunta ingiustizia, alimentata da media che danno voce senza contraddittorio a chi afferma che il maggior benessere può essere “hic et nunc”. Ma gli esperti lavorano nel lungo periodo e i nuovi mezzi di informazione e formazione dell'opinione, di cui i social media sono protagonisti, si inseriscono in questo scarto temporale, un terreno in cui proliferano promesse e aspettative irrealistiche: “Ricorriamo alla teoria sociale di William I. Thomas: quando un gruppo di individui definisce una situazione come reale, le conseguenze di questa sono reali, a prescindere dalla fondatezza delle definizioni”.

In difesa degli esperti e della scienza economica si schiera il saggio di Lorenzo Forni il cui titolo, “Nessun pasto è gratis”, cita una frase del premio Nobel Milton Friedman. Il volume chiarisce “perché politici ed economisti non vanno d'accordo”, come recita il sottotitolo del libro. Forni spiega come in economia, ad esempio, sia da considerare pericolosa e antiscientifica la ricetta che promuove un'ampia spesa del denaro pubblico come soluzione alla povertà e incentivo alla ripresa economica generale. Anche questo saggio evidenzia lo scarto temporale tra chi promette risultati immediati e le soluzioni che richiedono tempi di attesa maggiori. L'autore evidenzia che ogni manovra economica fuori dai parametri prima o poi presenterà un conto - di qui il titolo del libro - che la popolazione stessa dovrà pagare sotto forma di maggiori tasse e prezzi di beni e servizi. La tentazione di rinnegare il proprio debito – quello italiano è notoriamente enorme - è sempre forte, ma recenti esperienze negative come quelle di Grecia e Argentina dimostrano che le conseguenze in termini di credibilità in campo internazionale si sono poi fatte sentire pesantemente per molti anni, ad esempio nella difficoltà di approvvigionamento di beni e servizi fondamentali, nei prezzi molto elevati di quelli disponibili, nella scarsità di investimenti dall'estero. Anche il protezionismo per sostenere la domanda interna di beni domestici, secondo l'autore, è un'illusione: alla fine il costo di questa operazione non potrà che ricadere nelle tasche dei consumatori.

Purtroppo, anziché accettare che la realtà sia più complessa e ostile di come la si vorrebbe, è oggi diffuso credere a una narrazione semplice e vicina ai nostri desideri. A insistere sul dovere di verità è il libro di Carlo Cottarelli “Pachidermi e pappagalli”, che intende smontare le “bufale sull'economia a cui continuiamo a credere” su Europa, banche, tecnici ed economisti, pensioni, poteri forti. Ad esempio, quella sull'Unione Europea che favorirebbe la Germania, o quelle relative a presunti vincoli europei su forma e dimensioni di zucchine e banane. Cottarelli negli ultimi due capitoli illustra anche il meccanismo di costruzione delle bufale (più grandi sono, più si ripetono, più parlano alla “pancia”, meglio è) e come in Italia molte di esse sembrino rimpiangere le politiche passate di espansione del debito pubblico, secondo Cottarelli dannose.

Edward Bartolucci

titolo: Leconomia percepita
categoria: Saggi
autore/i: Basso Roberto, Pesole Dino
editore: Donzelli
pagine: 191
prezzo: € 18.00

  

  

titolo: Nessun pasto gratis
categoria: Saggi
autore/i: Forni Lorenzo
editore: il Mulino
pagine: 140
prezzo: € 14.00

  

  

titolo: Pachidermi e pappagalli
categoria: Saggi
autore/i: Cottarelli Carlo
editore: Feltrinelli
pagine: 264
prezzo: € 16.00