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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 7 ago 2019
ISSN 2037-4801

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Rinasce "Civiltà delle macchine"
Rivista

Rinasce "Civiltà delle macchine"

Una bella notizia nel panorama editoriale italiano: rinasce, a 30 anni dalla chiusura, la rivista 'Civiltà delle macchine'. L'obiettivo è far dialogare cultura scientifica e umanistica, come nell'intento del progetto originale di Leonardo Sinisgalli, ingegnere, poeta, matematico e primo direttore del periodico uscito nel 1953, negli anni del dopoguerra, della ricostruzione e del boom economico. La testata mantiene lo stesso nome, per rimarcare il felice incontro tra i due termini, “civiltà” e “macchine”, ovvero tra cultura, conquiste della società e lavoro della mente umana. Il magazine è un trimestrale e viene realizzato con il contributo di scienziati, filosofi, artisti di ogni provenienza e declinazione. “Ci troviamo davanti a una grande scommessa culturale”, sottolinea il direttore Peppino Caldarola, per il quale va mantenuto lo spirito controcorrente della versione del 1953. Ma cosa vuol dire, oggi, essere controcorrente? “Significa far dialogare ciò che è diverso, amare la parola ragionata, non quella urlata, e non porre limiti nell'esplorare i prodotti del pensiero, dei sogni, delle invenzioni”, dice con forza Caldarola.

Tra gli articoli, che si possono leggere registrandosi sul sito www.fondazioneleonardo-cdm.com, da segnalare l'intervista a Piero Angela. Il giornalista commenta il lungo percorso della cultura della scienza e del progresso nel corso del Novecento, rimarcando come “le tecnologie del futuro possano aprire grandi possibilità di sviluppo, ma dovrà essere l'uomo a saperle utilizzare bene”. Ci sono poi le riflessioni dello storico Franco Cardini che compie un excursus sulla letteratura fantascientifica, accompagnato dalle illustrazioni di Enki Bilal tratte dall'album 'Die Mauer Berlin', Futuropolis, 1982, con l'intento di rispondere alla domanda “Oggi è già domani?”.

La rivista racconta anche di Pavel Florenskij, detto il Leonardo russo secondo il quale scienza e teologia, tecnica e pensiero rappresentano un'unità inscindibile, “il nucleo santo della vita”. Viene poi tratteggiato da Roberta Fulci, giornalista di Radio3Scienza, il ritratto di Ada Byron, la pioniera dell'informatica, la “prima programmatrice della storia, la giovane donna divisa tra il mito del padre poeta e la ferrea disciplina della madre. Provando ad andare più a fondo la storia non delude, e i particolari anche quelli controversi non fanno che aumentarne il fascino”.

Cinzia D'Agostino

titolo: Civilt delle macchine
categoria: Rivista
autore/i: Calderola Peppino
editore: Fondazione Leonardo
pagine: 102