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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 8 mag 2019
ISSN 2037-4801

Recensioni

Ferrarotti, la poesia come inizio e fine della conoscenza
Narrativa

Ferrarotti, la poesia come inizio e fine della conoscenza

Non stupisce che un personaggio come Franco Ferrarotti, personalità di inesauribile energia, professore universitario e fondatore della prima cattedra di Sociologia in Italia, ma anche consulente industriale, parlamentare, viaggiatore, trovi nella poesia ciò che dà inizio e allo stesso tempo chiude la parabola della conoscenza: “La poesia viene prima del filosofo, prima dello scienziato, è una forma di conoscenza protologica, intuitiva, assoluta”, dichiara in 'Dialogo sulla poesia', volume in cui le poesie si alternano piacevolmente al dialogo dell'autore con Piera Mattei. Allo stesso tempo la poesia è una forma di espressione che ha a che fare con una semplicità ritrovata al di là dell'esperienza di una vita. E la vita di Franco Ferrarotti è una vita densa, che lui stesso ci racconta in questo volume, appoggiandosi alle domande puntuali della Mattei. La poesia “obbliga alla nudità” con cui, scrivendo versi, ci si pone di fronte a ciò che si vede: “Ascolto/Ascolto in me/La voce/di fiumi che passano,/Ruscelli, torrenti/Che muovono cantando/Verso la loro fine/Lo sbocco nell'oceano”.

Pensando allo spessore umano e culturale dell'autore, alla sua erudizione, alla lucidità della sua mente si fa quasi fatica a credere che l'approdo sia di una tale semplicità. La voglia di spogliarsi, di denudarsi, di alleggerirsi, di fronte a un ruscello che scorre, lasciando andare qualunque sovrastruttura. Arrivare a questo “vuoto” dopo tanta pienezza esistenziale è un esercizio di grande intelligenza. Ci si aspetterebbe da Ferrarotti una poesia intrisa di citazioni, imbevuta di riferimenti dottrinali e culturali: non che manchino del tutto, ma sono messi a servizio di quella purezza di parola e di pensiero senza cui la poesia non può esistere. “Alberi del mio giardino/Amici fidati e silenziosi/Nell'odoroso meriggio di sussurri/Traboccante/La palma, il ligustro, l'argenteo abete/Sentinelle alla pace voi mi siete/Nella sera che già incombe,/Sul muro di fronte trascolora”, scrive per esempio in alcuni versi dall'esplicito richiamo montaliano.

Tema fondamentale del volume, l'amore. Per una donna sorretta nella sua malattia e salutata così al momento della dipartita: “Non ci sei più/cenere che si perde/un lume spento/negli aliti imprevedibili/del vento…”. La vecchiaia, l'avvicinarsi della fine è molto presente nei versi. Alla domanda sul tema l'autore dichiara: “La vecchiaia mi sta insegnando la sostanza del sogno di Scipione, cioè di riuscire a star fermo, viaggiare di meno, fare meno cose, alzarmi non scattando dal letto, dalla sedia, dare tempo al mio organismo di raccordarsi con la mia volontà di movimento, e richiamare allo stesso tempo tutto il mondo teoretico, le idee, raccordarle con calma, con tranquillità”. Ed ecco poi l'ironia, altra grande conquista come quella della semplicità, che si manifesta come soluzione a complessità e problematicità altrimenti irrisolvibili. Per esempio, restando all'accettazione della morte: “Da ragazzo andavo all'oratorio/Da uomo maturo/Contro ogni dogmatico muro/da vecchio sonnecchio/Cerco la strada dell'obitorio”.

Grande ampiezza e varietà di tematiche, di emozioni, di struttura: a volte Ferrarotti usa la rima, altre no; a volte predilige la lunghezza, altre la brevità. Dato l'autore, non poteva essere altrimenti.

Manuela Faella

titolo: Dialogo sulla poesia. Con un’antologia poetica
categoria: Narrativa
autore/i: Ferrarotti Franco
editore: Gattomerlino
pagine: 240
prezzo: € 15.00