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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 3 - 6 mar 2019
ISSN 2037-4801

Recensioni

Elio e le storie chimiche
Narrativa

Elio e le storie chimiche

Il primo riferimento narrativo, quando si parla di chimica, è ovviamente 'Il sistema periodico' di Primo Levi, lo scrittore e ricercatore del quale ricorre il centenario della nascita e al quale Pietro Calandra dichiara di voler rendere “un modesto omaggio” con il suo 'Elio era nel pallone'. Nella premessa, Giorgio Franceschelli definisce il libro “un tentativo certamente interessante di insegnare qualcosa con l'accortezza di non darlo troppo a vedere” e l'autore conferma di aver voluto, parafrasando il motto latino, “divulgare la scienza divertendo”.

Il tentativo si basa sul parallelo tra scienze naturali e letteratura, per capire cosa avrebbe potuto “fare un genio come Dante o Leopardi” se avesse avuto “a disposizione una lingua con un alfabeto di centoventi lettere anziché ventuno e parole lunghe da due fino a mille e più lettere”, così come avviene nella chimica con gli atomi della Tavola periodica e le molecole da questi formate. Per rendere l'idea l'autore, ricercatore presso l'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr con una passione per la divulgazione scientifica già collaudata nel saggio 'La mela di Newton – Disquisizioni scientifiche da salotto tra il seminario e il filosofico', propone una raccolta di racconti.

Nel primo l'eponimo Elio “era nel pallone […] nel senso letterale del termine”, essendo finito “prigioniero in un palloncino dato per gioco a un bimbo”, ma “era anche un nobile”. Stagno, che “non sa saldare a stagno e si addormenta davanti a uno stagno”, era “un indiscusso protagonista” già nel 3500 a.C. “quando gli uomini capirono che era facile legare lo stagno al rame per fare il bronzo”. Incontriamo poi Fluoro con il suo sorriso smagliante e Cloro “un tipo” in “fase gassosa”, offeso perché le persone lo accusano di causare sentori sgradevoli pur impiegandolo per i più svariati usi, è infatti un killer efficientissimo nel far fuori germi e microorganismi. Ancora, ci imbattiamo nei “due tipacci” Stronzio e Bario “che giocavano sporco e baravano” nel torneo di beach volley in cui la Silice era favorita “perché aveva familiarità con i terreni di gioco fatti di sabbia”. Mentre Calcio “non gioca più a calcio per un calcio”,

L'intento è rendere evidenti, in particolare ai ragazzi, presenza e importanza degli elementi della Tavola periodica nella vita quotidiana, a colpi di giochi di parole e battute ma con rigore scientifico. Dai furti di cui Rame parla con Ramina all'ottima memoria di Fosforo che “abitava al 31 di via della Tavola periodica”, dove al civico 32 abita il puzzolente Zolfo. Silicio “stava spesso al computer a fare calcoli. Da giovane aveva lavorato alla Silicon Valley”. Si ironizza su Nettunio e Plutonio, sui trans uranici “additati per i gusti sessuali”, sulla “famosa pubblicità dove l'atomo di sodio si ritrovava solo soletto in una bottiglia di acqua minerale […] l'incubo più ricorrente di Sodio”.

Le storie si susseguono con tanti interpreti, ma alcuni elementi nel libro spiccano: “Carbonio amava giocare facendo il trenino brasileiro […] poggiando le mani sulle spalle di un altro Carbonio che gli stava davanti, il quale a sua volta era aggrappato a un altro avanti ancora”; “Le cose iniziarono a cambiare quando il numero di ossigeni raggiunse circa la metà di quello degli idrogeni” e arrivò il terzo incomodo Ossigeno, “Quella sì che era la vita!”; “ Azoto aveva tre legami stabili […] e non aveva la benché minima intenzione di interagire con altre molecole”, svolgeva un lavoretto come fertilizzante ma era anche tagliato per fare esplosivi, finché gli apparve in sogno Mendeleev “dispiaciuto della cattiva strada intrapresa”.

M. F.

titolo: Elio era nel pallone
categoria: Narrativa
autore/i: Calandra Pietro
editore: Aras
pagine: 133
prezzo: € 13.00