Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

N. 1 - 9 gen 2019
ISSN 2037-4801

Recensioni

Culturale e digitale non fanno sempre rima
Saggi

Culturale e digitale non fanno sempre rima

Alla dialettica tra comunicazione culturale e abitudini informative degli italiani nell'era del digitale è dedicato il volume 'Raccontare la cultura' di Lella Mazzoli. La rete come ha cambiato il modo di fare informazione? Come evolve il rapporto tra televisione, carta stampata e rete in rapporto alla complessità culturale?

Nelle loro risposte, gli autori dei saggi raccolti nel volume si avvalgono dei dati elaborati dall'Osservatorio News-Italia del Laboratorio LaRiCA, attivo presso l'Università di Urbino Carlo Bo. Ne deriva una riflessione aggiornata rispetto alla precedente rilevazione del 2014, che consente di evidenziare le buone pratiche comunicative promosse da alcuni musei italiani al fine di valorizzare un patrimonio sovente trascurato.

Sullo sfondo, le strategie giornalistiche volte a raccontare arte e archeologia, che la rete può contribuire a valorizzare negli aspetti meno conosciuti. Come osserva Lella Mazzoli nel suo saggio, “un'analisi della valorizzazione del nostro patrimonio culturale non sarebbe completa se non prendesse in considerazione anche le abitudini e i desideri culturali dei fruitori dei media”.

Tra le risultanze più significative della ricerca vi è la centralità dei media tradizionali, in particolare della televisione, utilizzata dal 76% degli intervistati (dato stabile rispetto alla rilevazione del 2014). Il 71% si informa su tematiche culturali tramite Internet (il 56% nel 2014). Il 59% segue trasmissioni di approfondimento tv, il 51% canali all news, il 50% tv locali. La radio è utilizzata dal 46% del campione intervistato (contro il 36% di quattro anni fa). Diminuisce, invece, l'uso della carta stampata: “sono infatti meno di quattro italiani su dieci quelli che scelgono le pagine e gli inserti culturali dei quotidiani come medium narrativo”. Cresce il tasso di gradimento per i siti web dei quotidiani (48% contro il 39% del 2014) e per Facebook (44% contro il 32%). Quest'ultimo è utilizzato da quattro italiani su dieci mediante i profili di amici, familiari e conoscenti; tre italiani su dieci consultano i profili di giornalisti o emittenti di informazione. Ancora marginale l'uso del podcast di notizie di emittenti radiofoniche (15%) e di Twitter (13%).

Sul piano della narrazione culturale, il volume indaga il ruolo dei professionisti dell'informazione, analizzato negli interventi di Fabio Giglietto, Giorgio Zanchini, Stefania Antonioni e Giulia Raimondi. Alla comunicazione museale sono dedicati i saggi della terza parte del volume, firmati da Francesca Carabini, Gea Ducci, Giada Marino e Giulia Raimondi, che pongono sotto la lente d'ingrandimento assetto organizzativo e impegno comunicativo di Galleria nazionale delle Marche (Urbino), Grande Museo del Duomo (Firenze), Museo archeologico nazionale di Napoli, Museo archeologico regionale di Palermo, Museo d'arte moderna di Bologna, Museo delle scienze di Trento, Museo del Novecento (Milano), Museo Egizio (Torino), Maxxi (Roma), Peggy Guggenheim Collection (Venezia).

Il racconto della cultura è un processo non sempre agevole, nell'era segnata dalla rapida deperibilità di contenuti e format informativi. Così Piero Dorfles: “Se viviamo un momento di crisi della democrazia, mi azzardo a dire, è anche perché il giornalismo culturale è sottovalutato, le terze pagine spesso ridotte a soffietti pubblicitari, le trasmissioni culturali radiofoniche e le televisive marginalizzate in orari infelici o in canali con poco pubblico”.

Andrea Lombardinilo

titolo: Raccontare la cultura
categoria: Saggi
autore/i: Mazzoli Lella (a cura di)
editore: Franco Angeli
pagine: 128
prezzo: € 17.00