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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 10 - 1 ott 2018
ISSN 2037-4801

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La nuova emigrazione italiana
Saggi

La nuova emigrazione italiana

Durante le riprese del film 'Fuga in Francia' di Mario Soldati, Pietro Germi, che partecipava come attore, dichiarava: “Mi sono trovato al confine francese, […] e alcuni finanzieri mi raccontarono che qualche giorno prima avevano salvato dal congelamento e dalla morte alcune famiglie calabresi le quali in scarpe di tela e giacchette striminzite tentavano di espatriare clandestinamente ed erano rimaste bloccate dalla neve". Fu quell'esperienza lo spunto per la realizzazione de 'Il cammino della speranza', storico racconto in cui Germi si confronta con l'espatrio di alcune famiglie di minatori siciliani in Francia.

Oggi, gli emigrati italiani non hanno più la valigia di cartone delle pellicole neorealiste. Eppure l'analisi tracciata da Enrico Pugliese, professore di Sociologia del lavoro a 'La Sapienza' Università di Roma, nel saggio 'Quelli che se ne vanno', edito da Il Mulino, sottolinea come “secondo i dati ufficiali il numero delle partenze dei cittadini italiani nel 2016 è stato di 114 mila unità (fonte Istat), il più alto dal 1970”. La “nuova emigrazione italiana” studiata e scardinata dal sociologo, ex direttore dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, viaggia lungo le stesse strade delle grandi migrazioni del passato, ma con un'attitudine differente: “Molti dei nuovi emigranti, anche se trentenni, vivono la loro esperienza migratoria 'da giovani', vale a dire come fase iniziale e temporanea lontani, per necessità o per scelta soggettiva, da una prospettiva di stabilità non solo territoriale”. Ma chi sono i nuovi espatriati? “La nuova emigrazione italiana è essenzialmente giovanile", di età compresa tra i 18 e i 34 anni. E una novità rispetto al passato è data dalle donne che partono da sole, il 45%. Molti sono alla prima esperienza lavorativa e non sono tutti cervelli in fuga: “il 70%, oltre i due terzi, della nuova emigrazione è costituita da persone con un titolo di studio inferiore alla laurea". Eppure sono i laureati e dottorati "a polarizzare l'attenzione”.

“Le principali destinazioni attuali vedono al primo posto il Regno Unito, seguito dalla Germania. Per il Belgio, destinazione tradizionale partono […] meno della metà di quelli che vanno in Spagna, a dimostrazione delle novità dell'emigrazione italiana”. E finiscono per lo più nei campi della ristorazione, degli alberghi e della logistica, con contratti da precari. Ad esempio, in Inghilterra si chiamano contratti “a zero ore”. Pugliese parla “di una condizione strutturalmente precaria in tutti i paesi di destinazione. Questo è forse il principale elemento di differenza rispetto alle grandi migrazioni di mezzo secolo addietro, quando gli emigranti si inserivano […] in un contesto caratterizzato da elevata stabilità occupazionale”. Al quadro suggerito va aggiunto il cambiamento che può scaturire dalla Brexit.

Il testo, a proposito di statistiche, ipotizza che i dati forniti dall'Aire (Associazione italiani residenti all'estero) siano incompleti, perché spesso gli italiani all'estero, anche per il precariato offerto dalla nuova nazione, decidono di non trasferire la residenza all'estero. Negli ultimi due anni, per esempio, secondo l'Istat si sono recati in Inghilterra 39mila italiani, ma l'ufficio statistico britannico ne conta 158 mila. Un'altra quota difficilmente calcolabile è quella dei cosiddetti “sun migrants”: i pensionati che decidono di trascorrere la terza età in Spagna o in Portogallo.

“Per la prima volta da oltre un secolo nella storia dell'emigrazione italiana le aree di massima migrazione verso l'estero non sono le regioni del Sud bensì quelle del Nord, in particolare la Lombardia, che fino allo scorso anno ha rappresentato la regione con il massimo numero di emigranti, superata solo ora dal Lazio”. Si tratta però di una novità apparente, poiché molti sono meridionali che praticano una sorta di “emigrazione da rimbalzo”: “Molti di loro, partiti da giovani come studenti presso università di maggiore qualità […] hanno provveduto per vari motivi al trasferimento di residenza soprattutto verso la fine del ciclo scolastico. E […] hanno finito poi per proseguire gli studi oppure cercarsi direttamente un lavoro all'estero”.

Grazia Battiato

titolo: Quelli che se ne vanno
categoria: Saggi
autore/i: Pugliese Enrico
editore: Il Mulino
pagine: 154
prezzo: € 14.00