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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 9 - 5 set 2018
ISSN 2037-4801

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Cacciatori di onde
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Cacciatori di onde

Nel suo ultimo libro, 'Onde nello spaziotempo', Govert Schilling racconta più di un secolo di scoperte che hanno aperto la strada alla cattura delle onde gravitazionali o “onde di Einstein” come preferisce chiamarle l'autore. La scoperta è stata annunciata al mondo nel febbraio 2016 attraverso una conferenza stampa. Già un secolo prima Albert Einstein, allora ventiseienne, aveva previsto che un fenomeno del genere potesse esistere, ma solo cinquant'anni dopo i fisici hanno iniziato a mettersi sulle sue tracce. All'inizio del ventunesimo secolo, poi, si è costruito il Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), uno strumento in grado di rilevare il passaggio di un'onda gravitazionale. Già pochi giorni dopo la sua accensione, Ligo ne ha registrato il segnale caratteristico che gli scienziati hanno chiamato 'chirp' (cinguettio), manifestazione di uno scontro tra due buchi neri avvenuto a più di un miliardo di anni-luce da noi.

Al segnale della prima vera onda gravitazionale osservata è stato attribuito il nome GW150914. “È arrivata da sud, lunedì 14 settembre 2015 alle 09:50:45 UTC. Per un attimo brevissimo, la Terra viene stirata e compressa di un niente, una parte su mille miliardi di miliardi. Tutto ciò che è presente sul pianeta si espande e contrae, ivi compreso il Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory di Livingston, in Louisiana. Sette millisecondi dopo, lo stesso accade all'identico Ligo di Hanford, nello stato di Washington”.

Per evitare falsi clamori e non essere poi costretti a rettificare, i team di Ligo e Virgo (l'equivalente europeo dell'interferometro Ligo) concordano “che avrebbero annunciato l'eventuale scoperta di onde gravitazionali solo in caso di assoluta certezza e dopo la revisione dei loro risultati da parte di colleghi esterni. E la comunicazione con i media e con il grande pubblico sarebbe stata affidata a professionisti e sottoposta a rigidi protocolli”.

La cautela che tutti si erano impegnati a rispettare ha rischiato però di essere vanificata dall'entusiasmo di alcuni ricercatori, che non hanno resistito alla tentazione di rivelare ai loro parenti più stretti l'eccezionale risultato conseguito. Non solo, l'11 gennaio il fisico Lawrence Krauss scrive un tweet che fa il giro del mondo e che fa infuriare tutti a Ligo: “Le voci che avevo riportato su Ligo sono confermate da fonti indipendenti. Allerta! Forse hanno davvero scoperto le onde gravitazionali! Fantastico”. A questa sono seguite altre fughe di notizie che alla fine diventano incontrollabili, fino alla conferenza stampa dell'11 febbraio. L'emozione è tanta e le aspettative sono altissime, sono presenti il direttore di Ligo, David Reitze, la portavoce Gabriela González e i due 'padri fondatori' Rai Weiss e Kip Thorne.

Schilling descrive così il momento dell'annuncio: “Reitze si guarda attorno, raggiante, e annuncia: 'Signore e signori. Abbiamo… [pausa ad effetto] registrato… [altra pausa] delle onde gravitazionali. Ce l'abbiamo fatta!'. Tutti applaudono”.

Le onde gravitazionali sono piccole vibrazioni dello spaziotempo, la speranza, dopo la loro conferma sperimentale, è che studiandole si riescano a risolvere altri misteri del nostro universo, come sottolinea Schilling: “La spinta dell'essere umano verso la comprensione dell'universo non si arresta mai. Il bello della scienza è che ogni risposta dà vita a nuove domande, e la ricerca non sarà mai finita. La caccia alle onde gravitazionali è un esempio da manuale di esplorazione scientifica lunga un secolo – dalla previsione teorica del fenomeno fino alla prima vera osservazione. È stata un'avventura con alti e bassi, che ha visto pionieri pieni di ottimismo e ricercatori tenaci, sogni e incubi, battute d'arresto e successi, sfide tecnologiche e passione senza limiti”.

Alessia Cosseddu

titolo: Onde nello spaziotempo
categoria: Saggi
autore/i: Schilling Govert
editore: Codice
pagine: 307
prezzo: € 27.00