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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 7 - 4 lug 2018
ISSN 2037-4801

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Accettarsi per cambiare
Specialistica

Accettarsi per cambiare

"Da una parte vogliamo essere sempre più perfetti, potenti, ricchi e in forma; dall'altra rimaniamo sempre più scontenti, delusi, insoddisfatti e angosciati. Invece è importante dare voce a una popolazione sommersa di individui che, consapevoli della propria malattia, cercano di trovare una via di guarigione. Una strada in cui il fare permette loro di alleviare il peso che grava sulle loro spalle”, scrive Antonio Cerasa in 'Diversamente sano', edito da Hoepli. L'autore, ricercatore dell'Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche, suggerisce di cambiare l'approccio alle problematiche di dipendenza, abuso, comportamento a rischio, cioè a quei disturbi comportamentali trattati dagli psichiatri come le altre malattie mentali, utilizzando la psicologia positiva, secondo cui il medico non deve solo guarire il malato, ma anche aiutarlo a vivere in armonia con gli altri e con se stesso, facendogli trovare il suo equilibrio. La tesi si ispira alla teoria di Martin Seligman dell'Università della Pennsylvania, secondo il quale, al 'Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali' (Dsm-5 è la sigla dell'ultima edizione), si dovrebbe associare un 'Manuale di salute mentale'.

Per aiutarci a capire come convivere con un disturbo comportamentale senza che questo comprometta la nostra esistenza, l'autore prende in esame sei persone, ognuna con una diversa patologia: a Silvia è stata diagnosticata l'ortoressia, l'ossessione psicologica per il mangiare sano, Albert è affetto da fobia sociale, Laura soffre di dipendenza affettiva, Fabio è dipendente in modo patologico da Internet, Luca è malato di gelotofobia, la paura di essere deriso, e a Stefania è stata riscontrata la sindrome di Pollyanna, una sorta di “ottimismo ottuso” in cui si tende a valutare ogni avvenimento in modo irrealisticamente positivo. Cerasa spiega come tutti questi “malati” possano trovare un equilibrio con il proprio disturbo, cioè una loro egosintonia che permetta loro di utilizzare la malattia per creare qualcosa di positivo.

Come scrive Cerasa: “Lo scopo di questo lavoro era di riunire a cena un neuroscienziato, uno psichiatra e uno psicologo (con la comparsa ogni tanto anche di un sociologo) per parlare del grande e complesso tema della malattia mentale. È un esperimento che vi invito a fare, per capire quanto sia difficile unire i quattro diversi piani di conoscenza". Il ricercatore propone l'esempio della pubalgia, una delle malattie più diffuse tra i calciatori. “Negli anni passati si pensava solo al danno, come intervenire, come togliere l'infiammazione per vie dirette e indirette, ma i risultati erano quasi sempre modesti. A un certo punto si cominciò però a pensare che per guarire una parte lesionata si poteva anche lavorare differentemente, potenziando la zona vicina all'infiammazione. Potenziare la struttura muscolare circostante era un modo per ridurre il dolore e i sintomi clinici”. Questo è quello che fa la psicologia positiva: non cura direttamente la malattia, ma sviluppa altre parti del nostro cervello lavorando “sui muscoli sani” (le virtù) che sorreggono un determinato comportamento. La patologia non andrà via, ma si ridurrà la frequenza dei sintomi, aiutando l'individuo a trasformarsi da una persona malata in una funzionale.

Giacomo Tirozzi

titolo: Diversamente sano
categoria: Specialistica
autore/i: Cerasa Antonio
editore: Hoepli
pagine: 122
prezzo: € 12.90