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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 6 giu 2018
ISSN 2037-4801

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I luoghi dell'Italia, più o meno comuni
Saggi

I luoghi dell'Italia, più o meno comuni

Libro della memoria e dei sentimenti legati a quasi quarant'anni di viaggi e visite, tra piacere e lavoro, 'L'Italia intatta' di Mario Tozzi è assieme un diario e una guida tra luoghi naturali e beni artistici e culturali, ricco anche di confronti a distanza temporale, che cerca di raccontare il nostro Paese al di là dei due stereotipi in cui spesso viene costretto: “l'Italia bellissima che in realtà non esiste davvero”, quella dei patrimoni dell'Unesco, e l'“Italia sfigurata” che sembra invece, per contrappasso, la più “vera”. In realtà il nostro è un Paese a macchia di leopardo: “Tutto cambia in Italia ogni dieci leghe”, come scriveva Stendhal all'inizio del XIX secolo. Vale quindi la pena di riscoprirlo proprio attraverso gli occhi e le parole di Tozzi, così come di altri viaggiatori che ce lo hanno raccontato in alcune opere citate nel libro: dall'ingiustamente dimenticato 'Bel Paese', scritto nel 1876 da Antonio Stoppani, al 'Viaggio nella Valle del Po' compiuto da Mario Soldati fra il 1957 e il 1958.

Per non cadere di nuovo nei luoghi comuni e scoprire o riscoprire un'Italia originale, autentica, dove il contatto tra uomo e natura sia ancora possibile e l'esperienza anche di un solo passaggio sia davvero piacevole, è ovviamente preferibile dirigersi verso mete meno battute come le Alpi Marittime o la Provincia Granda. Mettersi in cerca di tesori sconosciuti ai più come i Ciciu, “piramidi di terra dalla cima troncata simili morfologicamente a quelle di Goreme in Turchia che conosciamo come Camini delle Fate”. Ma è anche utile acquisire una nuova consapevolezza di luoghi ben più noti come il Lago di Garda, di cui molti visitatori probabilmente ignorano che, mentre si situa con la superficie a 65 metri sul livello del mare, con il fondale raggiunge i 285 metri sotto di esso: dal punto di vista geologico il Garda è infatti “una grande diga naturale, una cosiddetta morena” dello spessore complessivo di ben 350 metri.

Un viaggio in Italia - però - deve essere prima di tutto tale, deve cioè privilegiare l'importanza del percorso rispetto a quella della meta, assaporando il tragitto e lo spostamento con lentezza: a piedi, consiglia Tozzi, e anche sbagliando strada perché “questo è poi il senso di errare”. Oggettiva la contrapposizione polemica di questo modello di viaggio rispetto al turismo di massa, mordi e fuggi, che sta creando gravi problemi di sostenibilità ad alcuni gioielli italiani, da Venezia alle Cinque Terre, sulle quali si riversano oltre 800.000 turisti ogni anno. Una contraddizione è però evidente anche all'autore, che la ammette: se una meta nascosta viene raccontata bene, il rischio che sia 'troppo' scoperta è inevitabile…

Quest'ultimo libro di Tozzi si inanella, nella sua bibliografia, ad altri titoli come 'Italia segreta', contrapponendosi invece ad altri quali 'Pianeta Terra ultimo atto' e 'Catastrofi'. Come se il divulgatore e ricercatore Cnr, che per mestiere è soprattutto abituato a fare diagnosi di problemi in corso o futuri, volesse ogni tanto concedersi e concederci una pausa di respiro per ammirare quanto ancora di bello, fortunatamente, resiste attorno a noi. Dal punto di vista della comunicazione scientifica e ambientale, è un'avvertenza molto opportuna: premere solo sul pedale della paura e della colpevolizzazione, ancorché giustificatissime entrambe, rischia di produrre nei pubblici disaffezione, distacco o pessimismo. Per indurre i ritorni virtuosi attesi, bisogna anche dare conto della straordinaria resistenza che l'ambiente e la cultura sanno opporre ai nostri comportamenti più scellerati.

Marco Ferrazzoli

titolo: LItalia intatta
categoria: Saggi
autore/i: Tozzi Mario
editore: Mondadori
pagine: 431
prezzo: € 19.50