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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 5 - 9 mag 2018
ISSN 2037-4801

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Radio Vaticana, la fede nella tecnologia
Saggi

Radio Vaticana, la fede nella tecnologia

A fine anni '20 attraverso la radio si potevano ascoltare musica da opera, servizio meteorologico e bollettino della borsa. Poche e scarne notizie. Qualcosa cambia il 12 febbraio del 1931. In tutto il mondo si sente una voce che prima di allora si poteva udire solo andando a piazza S. Pietro: la voce del Papa. In quell'inverno, grazie anche all'aiuto del premio Nobel e presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Guglielmo Marconi, nasce Radio Vaticana.

Il primo discorso di Pio XI è una benedizione rivolta a tutti, compresi gli infedeli: “Udite, o cieli, quello che sto per dire, ascolti la terra le parole della mia bocca. Udite, o genti tutte, tendete l'orecchio, o voi tutti che abitate il globo, uniti in un medesimo intento, il ricco e il povero. Udite ed ascoltate, o popoli lontani”. La potenza di questa nuova tecnologia è straordinaria. Con trasmissioni in francese, italiano, olandese, polacco, russo, spagnolo e tedesco Radio Vaticana diventa uno strumento di propaganda religiosa in tutto il mondo, anche se il primo obiettivo del Pontefice è quello di creare un servizio che metta in contatto Roma con le gerarchie ecclesiastiche, senza dipendere dalle autorità italiane.

Il nuovo libro della storica del cristianesimo Raffaella Perin, 'La radio del Papa',edito dal Mulino, ripercorre la vicenda di quest'emittente dalle sue origini fino alla Seconda guerra mondiale e fa emergere, da un'altra prospettiva, i rapporti della Chiesa con i totalitarismi e le democrazie del periodo. I principali scopi di Radio Vaticana sono il proselitismo religioso, la pastorale ecclesiale e la propaganda anticomunista..

Gli eventi della Guerra civile in Spagna, le notizie dei soprusi a danno di religiosi cattolici in Unione Sovietica e in Messico sono alcuni degli argomenti trattati nella programmazione degli anni '30. Accanto a questi temi si aggiungono quelli relativi alla difficile situazione della Chiesa in Germania per via della politica anticattolica del Terzo Reich. Dopo la soppressione della stampa cattolica, Radio Vaticana rimane l'unica fonte di informazione non soggetta al controllo dei nazisti. Il libro illustra anche l'atteggiamento della Radio nei confronti degli ebrei. In una trasmissione in italiano del 24 gennaio 1945, tre giorni prima della liberazione di Auschwitz, si diceva: “I veri ebrei sono in realtà coloro che diventano cristiani. Gli altri… sono privati della illuminazione divina”

Negli anni '30 la Radio rispecchia ovviamente la posizione del Vaticano. Gli ebrei sono ancora accusati di deicidio, anche se alcune trasmissioni dell'emittente esplicitano sensibilità diverse: in piena Seconda guerra mondiale alcuni speaker, come il gesuita belga Emmanuel Mistiaen, condannano apertamente il razzismo e la persecuzione degli ebrei. I suoi discorsi sono raccolti nella 'Voix du Vatican' il primo giornale cattolico clandestino della Resistenza francese.

Giacomo Tirozzi

titolo: La radio del Papa
categoria: Saggi
autore/i: Perin Raffaella
editore: Il Mulino
pagine: 288
prezzo: € 27.00