Ultima edizione | Archivio giornali | Archivio tematico | Archivio video

CNR: Alamanacco della Scienza

Archivio

N. 11 - 8 nov 2017
ISSN 2037-4801

Recensioni

Un nuovo diritto internazionale
Specialistica

Un nuovo diritto internazionale

Il volume di Daniele Archibugi e Alice Pease 'Delitto e castigo nella società globale' affronta il tema della giustizia penale internazionale e del suo riconoscimento. Il volume è diviso in tre sezioni: la prima analizza gli scopi e l'evoluzione storica; la seconda presenta una serie di procedimenti intentati nei confronti di leader politici come Saddam Hussein, Pinochet, Milosevic e Karadzic, Omar al-Bashir; la terza traccia i lineamenti di una possibile evoluzione futura della materia.

Una delle problematiche centrali affrontate dal volume verte sul rapporto tra la giurisdizione delle corti di giustizia internazionali e gli stati nazionali. Dall'ultimo decennio del secolo scorso sono stati istituiti diversi tribunali penali incaricati di perseguire i crimini commessi nella ex Jugoslavia (1993), in Ruanda (1994), Sierra Leone (2000) durante il periodo della Kampuchea Democratica (2004) e in Libano (2007). Il massimo risultato finora ottenuto è la creazione della Corte penale internazionale, che trova il proprio fondamento giuridico nello 'Statuto di Roma' in vigore dal 1° luglio 2002. Un organo permanente aperto a tutti gli stati, competente nel giudicare gli autori dei crimini più gravi: genocidio, crimini contro l'umanità, di guerra, di aggressione. La Corte interviene unicamente quando le autorità nazionali competenti si trovano nell'incapacità di perseguire i responsabili di tali reati e nessuna immunità ufficiale, nemmeno quella dei capi di stato o di governo, può impedirne l'azione. Alla Corte hanno finora aderito più di 120 Paesi, ma tra questi non figurano gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l'India, ossia stati che detengono un enorme potere politico, economico e demografico.

La riflessione degli autori verte sulla prospettiva dei diritti umani e del loro divenire storico. L'organizzazione statuale è considerata uno dei simboli e dei capisaldi della modernità, ma già nel XVIII secolo i suoi fondamenti venivano relativizzati e superati dalla riflessione teoretica sul rapporto tra lo Stato e la persona umana. Soprattutto nella progettualità kantiana sussiste un condensato di sapere dei diritti umani e di pace positiva fatto proprio dalle grandi istituzioni sovranazionali. Le preconizzazioni universaliste di Kant si inverano nella storia, fino all'avvento delle Nazioni Unite e alla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, fonte primaria di un nuovo diritto internazionale, che pone il rispetto della dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Maurizio Gentilini

titolo: Delitto e castigo nella societ globale
categoria: Specialistica
autore/i: Archibugi Daniele, Pease Alice
editore: Castelvecchi
pagine: 332
prezzo: € 25.00