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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 4 - 5 apr 2017
ISSN 2037-4801

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Segreti per una vecchiaia di successo
Saggi

Segreti per una vecchiaia di successo

Dai dati forniti dell'Organizzazione mondiale della sanità, gli italiani sono secondi solo ai giapponesi per longevità e il nostro Paese è primo in Europa per numero di anziani in rapporto alla popolazione. Gli over 65 sono dunque sempre di più e, malgrado siano in buone condizioni fisiche e mentali, “la nostra società vive male la vecchiaia… chi vi approda entra in una categoria che oltre a essere disprezzata, emarginata e messa a tacere, viene facilmente ridicolizzata”, scrivono il neuropsichiatra e geriatra Elio Musco e la giornalista Franca Porciani in 'Restare giovani si può', edito da Giunti. Nel volume i due autori, riportando dati e risultati scientifici, vogliono ribaltare questo atteggiamento e insegnare a vivere bene gli anni della maturità, fornendo anche consigli pratici.

Per smentire l'errata convinzione che l'avanzare dell'età porti con sé un inevitabile declino, che si traduce poi in scarsa produttività, Musco e Porciani ricordano come siano tante le personalità che hanno ottenuto risultati significativi da vecchi: da Giuseppe Verdi, che scrisse la musica del Falstaff a 80 anni, a Benjamin Franklin, che inventò le lenti bifocali quando ne aveva 68, all'architetto Frank Lloyd Wright, che settantaduenne progettò la famosa casa sulla cascata, capolavoro dell'architettura organica.

Importante per vivere bene la terza età è continuare “a utilizzare al meglio il proprio cervello”, definito “architetto di una buona vecchiaia”. Cervello che va quindi allenato affinché conservi l'integrità e migliori le funzioni. Obiettivo raggiungibile, dal momento che esso mantiene la sua plasticità anche in età avanzata, come ha dimostrato Peter S. Eriksson dell'Università di Göteborg in uno studio pubblicato nel 1989 su 'Nature Medicine'. Ricerche successive hanno evidenziato addirittura che “il fiorire di nuove connessioni tra neuroni, che è uno dei meccanismi della plasticità cerebrale, raggiunge la massima espressione nell'ippocampo, tra i 50 e i 70 anni”.

È importante, quindi, allenare il cervello attraverso l'esercizio mentale e lo svolgimento di attività che richiedono concentrazione, come lo studio di uno strumento musicale, la lettura o la pittura. Ma altrettanto fondamentale è l'attività fisica, dal momento che, si è visto, esiste una correlazione tra performance intellettuali e intensità dell'attività sportiva: un anno di esercizio fisico riesce addirittura ad aumentare le dimensioni dell'ippocampo, area associata alla memoria. Particolarmente nocivo per il cervello è invece lo stress, che danneggia la corteccia prefrontale, area importante per funzioni quali l'apprendimento, la pianificazione dei compiti, il processo decisionale.

La seconda parte del volume propone 'pillole di saggezza', “per affrontare e godersi la lunga vita che oggi si prospetta a chi supera le 60 primavere”. Tra i consigli, non perdere la curiosità, continuare a credere nei propri sogni, mantenere una visione ottimista, potenziare l'umorismo, imparare a rilassarsi.

Rita Bugliosi

titolo: Restare giovani si pu
categoria: Saggi
autore/i: Musco Elio, Porciani Franca
editore: Giunti
pagine: 175
prezzo: € 16.00