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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 6 - 26 mag 2010
ISSN 2037-4801

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Storia ‘epistolare' del primo grande calcolatore italiano

Storia ‘epistolare' del primo grande calcolatore italiano

Il recente volume ‘La lunga marcia di Mauro Picone (1885-1977)', edito dall'università Bocconi con il contributo dell'Istituto per le applicazioni del calcolo (Iac) del Cnr, presenta parte della copiosa corrispondenza recuperata dall'Archivio storico dell'Istituto, grazie al meticoloso lavoro di ricerca dei curatori: Angelo Guerraggio, Maurizio Mattaliano e Pietro Nastasi. Il libro ricostruisce in dettaglio la storia dell'impegno del matematico italiano Mauro Picone, fondatore dell'Iac-Cnr (all'epoca Inac) per la realizzazione a Roma, sin dall'immediato dopoguerra, del primo grande calcolatore elettronico italiano. Il carteggio inedito va dal 1944 alla fine del '55, anno in cui il super computer ‘romano' viene inaugurato nella sede dell'Istituto Cnr, alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. 

Ricco di riferimenti a fatti e persone, lo scambio epistolare di Picone è interessante dal punto di vista storico-scientifico, in quanto mostra lo sforzo compiuto all'epoca per dotare l'Ente di un potente mezzo di calcolo automatico: un super computer in grado di risolvere problemi scientifici complessi e, allo stesso tempo, di supportare l'industria italiana nell'opera di ricostruzione post-bellica del Paese. 

Tanti i protagonisti del volume: da Enrico Ferm a John von Neumann, da Edoardo Amaldi a Pierre Auger, fino a George David Birkhoff e Howard Aiken. Nel libro sono presenti, inoltre, diverse lettere di Mauro Picone ai suoi più stretti collaboratori che evidenziano la notevole capacità di iniziativa del matematico italiano, sia nell'indirizzo sia nel coordinamento del personale dell'Iac-Cnr.

L'opera riveste interesse anche per il riferimento agli avvenimenti che hanno visto l'Iac-Cnr, nei primi anni '50, come possibile scelta europea da parte dell'Unesco per la realizzazione del Centro internazionale di calcolo, e fa  luce sulle ragioni per cui il progetto fallì: il ritiro dell'adesione all'iniziativa Unesco da parte di paesi prima entusiasti quali Usa, Francia, Inghilterra, Germania occidentale, Svezia, Austria, la Svizzera.

La ‘lunga marcia' di Picone, apprendiamo dalle lettere raccolte, inizia nel '44, quando lo studioso viene a sapere della costruzione, da parte dell'Ibm, del calcolatore ‘Mark I', progettato da Aiken. Nel '51, il progetto ‘romano' assume aspetti concreti di fattibilità, con la possibile collaborazione con la Olivetti. Nella prima metà del '52, però, l'azienda torinese si ritira per ragioni economiche. A risolvere l'impasse è l'inglese Ferranti Ltd di Manchester, che consegna all'Istituto Cnr il super computer Mark 1*, in seguito chiamato Finac (acronimo di Ferranti-Inac), costruito su  progetto di Turing, Blackett, Kilburn, Williams e altri. Il calcolatore viene acquistato con un finanziamento complessivo di circa trecento milioni di lire  provenienti da fondi Cnr,  Ministero del Tesoro ed European recovery program (Erp), il cosiddetto ‘Piano Marshall'.

Il volume presenta in appendice il contributo ‘ll calcolo prima del Finac'", di Andrea Celli dell'Iac-Cnr, apprezzabile per il suo contenuto storico-scientifico.

Fausto D'Aprile

titolo: La ‘lunga marcia’ di Mauro Picone (1885-1977)
categoria: Specialistica
autore/i: Angelo Guerraggio, Maurizio Mattaliano, Pietro Nastasi (a cura di)
editore: Bocconi/Centro Eleusi
pagine: 390