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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 11 - 16 nov 2016
ISSN 2037-4801

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Cancro, maestro di vita
Narrativa

Cancro, maestro di vita

Fino al giorno in cui riceve la telefonata dall'amico chirurgo Tullio che gli dice: “Mi dispiace dovertelo dire, ma è come pensavo, hai un tumore, è maligno”, Paolo Colonnello, giornalista di giudiziaria, inviato e capo della redazione milanese del quotidiano La Stampa, davanti all'Istituto nazionale dei tumori di Milano passava quasi solo in tuta e scarpe da ginnastica, per praticare jogging. A raccontarlo è lo stesso cronista in 'Il senso del tumore per la vita', edito da Quattro D, che narra della sua esperienza di paziente della struttura sanitaria lombarda: l'ospedale lo accoglie nel reparto 'Tumori rari e mesenchimali, testa e collo dell'adulto', che Colonnello preferisce però ribattezzare 'Reparto rari e stravaganti'.

Nel volume, l'autore riporta i pensieri che lo assalgono subito dopo la terribile diagnosi: “Mi guardo intorno: quante sono in questo momento le persone che si portano addosso un dolore, un tormento, magari un lutto e si sentono sole? Mi sento improvvisamene dall'altra parte della barricata”. Ma la malattia gli fa vedere l'ospedale e il personale medico in modo nuovo: “Che posto è un reparto ospedaliero per i malati oncologici? È un luogo sospeso tra la vita e la morte e che per questo pullula di umanità”. Le chiacchiere con gli specialisti che lo operano e che lo seguono per la chemioterapia gli fanno capire che può affrontare il tumore in due modi da “pecora” o da “leone”; e se nel primo caso può ottenere “compatimento e compassione” nel secondo, “può combattere, ridere, perfino essere utile”. Perché “non deve essere il tumore a dettare i tempi e nemmeno la chemio. Devo essere io”.

A sostenere e accompagnare Colonnello nel viaggio che lo porta fuori dalla malattia, ci sono il sassofono, che il giornalista non smette mai di suonare, e il jazz, sua grande passione: la musica lo aiuta perché rappresenta la sua voglia di vivere e, in qualche modo, la normalità. E quando l'avventura si conclude positivamente con la sconfitta del sarcoma, il cronista si chiede qual è il senso di quanto gli è capitato ed ecco la risposta che si dà: “Non ha alcun significato la malattia se non la riempiamo di contenuti e non riusciamo a trasformarla in opportunità… Ma per quanto mi riguarda, anche se ne ho sinceramente ancora paura, il tumore è come se avesse avuto un suo senso per la vita”. E aggiunge: “Vivere fino all'ultimo istante, consapevole, presente a me stesso, amando gli altri, è l'unica cosa che conta”.

Rita Bugliosi

titolo: Il senso del tumore per la vita
categoria: Narrativa
autore/i: Colonnello Paolo
editore: Centauria
pagine: 222
prezzo: € 19.60