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Cosmetici senza trucco

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di Alessia Cosseddu

'Bufale cosmetiche' di Andrea Fratter, docente presso il corso di perfezionamento in Farmacologia clinica dell'Università di Padova, fa parte della collana 'Synthesis: il farmaco e la sua chimica', una raccolta di volumi dedicati alla divulgazione, alla didattica e all'approfondimento scientifico di discipline che, a partire dalla chimica farmaceutica, coinvolgono materie affini quali la farmacologia, la bioinformatica e la biochimica

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“La cosmesi è da considerarsi una vera e propria droga collettiva da cui non si può disintossicarsi e che ormai si vive come un totem che accompagna la nostra socialità al pari di una protesi di noi stessi, del nostro modo di essere”, scrive l'autore nell'introduzione. Un'evidenza che certo non sfugge al mercato e alle strategie pubblicitarie, che promettono soluzioni miracolose a problemi come l'invecchiamento e la cellulite.

Per informare il lettore sui preparati che ogni giorno applica sulla pelle, Fratter fornisce indicazioni sulla composizione chimica delle principali formulazioni cosmetiche e sulla dermocosmesi, prima fra tutte sulla nomenclatura Inci, grazie alla quale è possibile individuare eventuali componenti dannose. Si tratta di informazioni importanti, specie considerando la diffusione di questi prodotti tra le giovanissime: secondo l'Associazione internazionale di ecodermatologia Skineco, l'età in cui le bambine iniziano a truccarsi è scesa dai 13 ai 10-11 anni.

In Italia, i prodotti cosmetici sono disciplinati dal Regolamento (Ce) n. 1223 del Parlamento e del Consiglio europeo del 30 novembre 2009, che definisce prodotto cosmetico “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l'aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei”. Quindi, un cosmetico non cura ed esiste un esplicito divieto di “riportare nomi di fantasia, descrizioni o indicazioni che inducano il consumatore ad attribuire effetti curativi o preventivi di patologia al prodotto cosmetico”.

Una volta chiarite le principali normative, Fratter spiega com'è fatta e come funziona la pelle e, in particolare, come avviene l'assorbimento delle sostanze attraverso la cute. I successivi capitoli affrontano poi temi come l'idratazione, l'invecchiamento e la detersione cutanea, per finire con la cellulite. Per ciascun argomento l'autore redige una raccolta “delle affermazioni più diffuse e meno scientificamente corrette” sul tema e il libro conclude proprio con un capitolo sulle più diffuse “credenze cosmetiche”.

Un'opera che, come scrive lo stesso docente, “lungi dal voler rappresentare una summa dottrinale o un testo di riferimento per addetti ai lavori, vuole provare, con piglio divertito, ironico, un po' irriverente e soprattutto sempre scientificamente rigoroso e distaccato, a fissare alcuni punti cardini che consentono a tutti voi di far diventare i prodotti cosmetici che tanto allietano il nostro apparire, un po' meno criptici e un po' più sinceri”.

 

 

titolo: Bufale cosmetiche
categoria: Saggi
autore/i: Fratter Andrea 
editore: Aracne
pagine: 132
prezzo: € 10.00

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