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CNR: Alamanacco della Scienza

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N. 8 - 3 ago 2016
ISSN 2037-4801

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Merloni, un innovatore in azienda
Saggi

Merloni, un innovatore in azienda

“Dobbiamo riconoscere che con questa scuola, con questo Stato, con questa fabbrica non saremo in grado di vincere la sfida degli anni '80”. La filosofia di Vittorio Merloni è racchiusa in questa frase, leitmotiv di tutti i contributi raccolti in 'Vittorio Merloni. Un imprenditore olivettiano'. Il volume, curato da Valeriano Balloni e Paolo Pettenati, raccoglie interventi dell'industriale recentemente scomparso e testimonianze di alcuni suoi collaboratori storici. Rappresentante della media impresa, pioniere della applicazione dell'informatica nel settore degli elettrodomestici, Merloni ha sempre abbracciato la filosofia sociale di Adriano Olivetti, che vede il ruolo dell'impresa “al centro di una comunità di soggetti responsabili e creativi”.

Presidente di Confindustria dal 1980 al 1984, con la decisione storica della disdetta unilaterale dell'accordo per la contingenza, più conosciuta come scala mobile, apre una stagione importante, che riscrive la politica di adeguamento dei salari e le relazioni tra le parti sociali. Nel suo discorso di insediamento, il “presidentino”, come lo etichettano malignamente negli ambienti confederali, parla del futuro del nostro Paese: è il 6 maggio del 1980 e l'analisi verte sui fronti più deboli del sistema italiano e su una strategia che preveda cultura professionale, competitività dell'economia italiana, ruolo dell'impresa al centro di una vera comunità.

La scuola per Merloni deve tornare a essere il motore dello sviluppo, tramite una cultura professionalizzante che ci prepari ad affrontare il mercato perché “il grado di sviluppo di un Paese resta ed ancora di più sarà in futuro il modo in cui sono utilizzate e valorizzate le risorse umane”. Lo Stato deve creare e consolidare una 'social capabilty', un quadro politico e giuridico che faccia da collante tra formazione e impresa. Infine, c'è la fabbrica, il cui ruolo sta in un rapporto di scambio con il territorio e con la sua comunità. Solo così per Merloni è possibile affrontare i grandi temi della competitività dell'economia italiana, la sua “provincializzazione industriale”, l'equità fiscale, il costo del lavoro, lo sviluppo del Mezzogiorno.

Ma la carta più importante da giocarsi, per l'imprenditore marchigiano, è l'innovazione. Produzione, organizzazione, prodotti, tutto va ripensato in modo nuovo. Gli anni '80 non hanno ancora logiche finanziarie che premono sulla economia reale: “la primazia del prodotto”, come osserva Romano Prodi, “si raggiunge solo con un continuo flusso di innovazioni e di investimenti”. Le tecnologie emergenti, il vero 'pallino' dell'imprenditore olivettiano, sono la chiave per una nuova politica industriale italiana. Di sconcertante attualità la relazione all'Assemblea generale di Confindustria del 6 maggio 1980, che si inserisce in una cornice di immobilismo che caratterizza il sistema Italia degli ultimi 40 anni.

Monica Di Fiore

titolo: Vittorio Merloni. Un imprenditore olivettiano
categoria: Saggi
autore/i: Balloni Valeriano, Pettenati Paolo
editore: il Mulino
pagine: 120
prezzo: € 12.00